Amen.

amen.jpgDopo due anni di assenza e di lavoro dopo il successo de “La malavita”, che li ha portati a farsi conoscere dal grande pubblico, e dopo aver scritto “Bruci la città” per Irene Grandi, tornano i Baustelle con il loro nuovo album: Amen. Un disco molto bello, con ben diciotto brani (altro che le grandi star che fanno un album ogni due-tre anni con dieci misere canzoni, tra cui almeno una cover) incentrati, nel tipico stile Baustelle, sul disagio e la critica sociale, su temi poco trattati, e storie dimenticate (come “Alfredo”, dedicata ad Alfredo Rampi, il piccolo caduto in un pozzo nel 1981, evento ricordato in Italia anche coma la più lunga trasmissione in diretta RAI). Ma mentre i temi potrebbero far pensare ad un tipo di musica di difficile ascolto, un po’ in stila musica da centro sociale, e di dubbio gusto, i Baustelle riescono con Amen a creare un album molto bello anche musicalmente, con ritmi diversi che si intrecciano nei diversi brani, con una vena rock/pop di quelle che ti costringe a riascoltare i brani più e più volte, e di cui si aveva avuto un assaggio col primo singolo, uscito qualche settimana fa: “Charlie fa surf“.

Aspettiamo ora con ansia il loro tour, visto che negli anni passati le performance dal vivo avevano un po’ deluso.

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  • La ballata del programmatore

    Questa traccia rappresenta appieno la mia condizione attuale:

    Fonte | Derelitti

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