Archivio per la ‘Tecnologia’ Categoria

One tool to down them all.

Down them All!Vi sto per parlare di un programma scritto da Jimmy, che peraltro ringrazio perchè il nome che ha scelto per il suo software mi ha permesso la citazione nel titolo.
Si tratta appunto di DownThemAll!, recentemente giunto alla sua incarnazione 1.0, un utilissimo addon per Firefox per facilitare e velocizzare il download dei files, aggiungendo funzioni di cui si sente decisamente la mancanza nello spartano download manager del browser di Mozilla: ad esempio reintroduce le più classiche funzioni di pausa e ripresa dei download, oppure la possibilità di scaricare tutti i file di un tipo specificato da una pagina (anche creando filtri tramite espressioni regolari), funzione di cui si diventa dipendenti, soprattutto se si lavora molto con le immagini e le gallery online. Utile anche la funzione OneClick, che scarica tutti i file a partire da un’intera directory web. Inoltre la velocità dei download sale decisamente, arrivando in alcuni casi a picchi del 400%.
L’addon è già pienamente compatibile anche con la beta4 di Firefox 3, ma potete trovare maggiori informazioni qui su funzioni e compatibilità.

Col counter dei download che ha superato i 9milioni di download, forse conviene che lo proviate, del resto DTA! è completamente gratuito, e magari dopo se vi piace (vi piacerà) offrite pure un caffè al prode Jimmy e ai suoi colleghi.

Quasi quasi comincio con lo smaltire gli arretrati proponendovi qui uno zibaldone (sì, la parola del giorno è “zibaldone”) di notiziole scientifiche venute fuori negli ultimi tempi. Il che plausibilemente non vi interesserà ’sto gran che, ma quei due o tre a cui interessa hanno il diritto a una seria informazione scientifica, soprattutto ora che Newton ha chiuso e che Focus parla solo delle meccaniche sessuali delle scimmie. E chi meglio di me come divulgatore?

Vi allego persino la colonna sonora adatta al post, così rendiamo il tutto multisensoriale:



INFORMATICA
Alla IBM i ricercatori le sparano grosse, forse dopo aver bevuto troppo alla festa per la multa di 900 milioncini di euro che l’UE ha staccato a Microsoft, o forse sono pazzi e basta. Non lo so. Resta il fatto che una ricerca da loro pubblicata svela l’esistenza di un progetto detto “Kittyhawk” per la creazione di un solo computer tanto potente da poter ospitare al suo interno tutti i dati dell’intera internet e sostenerne l’intero traffico. In realtà a leggere bene si parlerebbe di un sistema distributo che dovrebbe far cooperare qualcosa come 67milioni di cores, guardacaso cores PowerPc, i processori che Apple montava prima di passare a Intel x86. E se fosse una trovata pubblicitaria per rilanciare sul mercato i propri chip? Il dubbio mi viene, anche perchè l’utilità del sistema sarebbe poca, a meno di non usarlo per operazioni incredibilmente complesse come sequenziazione di genomi o ricerca di stelle, comunque dal punto di vista tecnico resta una sfida incredibilmente interessante.

(more…)

Strette di mano high-tech

Questo in cui mi sono imbattuto è solo un concept, ma l’idea mi sembra davvero carina: anelli che, portati al dito, si scambierebbero “biglietti da visita virtuali” all’atto di stringere la mano di una persona con cui stiamo facendo conoscenza. E così il nome, i contatti, e le informazioni che vogliamo rendere pubbliche in questo modo sarebbero facilmente scambiali e recuperabili tramite un apposito lettore.
A parte la notevole comodità (io i biglietti da visita li perdo sistematicamente) sarebbe un ulteriore modo per risparmiare carta, che non fa mai male.
Chissà che qualche società non sfrutti prima o poi l’idea e lanci un prodotto affine sul mercato…

Di seguito qualche immagine:

information ringinformation ringinformation ring

Fonte | Gadgettastic

Ecco cosa c’era nell’aria

macbook air

Wow. Questo il commento che è scappato a noi che seguivamo il keynote di Steve Jobs a San Francisco la scorsa settimana, quando il CEO Apple ha presentato i nuovi nati nella gamma di portatili della Mela: i MacBook Air. Ve ne parlo ora, perchè ammetto che sono un fan, e con l’hype che si era generato non sarei riuscito a essere obiettivo. E poi comunque nei giorni scorsi le parole al riguardo si sono sprecate…

Questi portatili sono stati definiti “i più sottili al mondo” e pesano soltanto 1,3 kg e il design è asciuttissimo e lucente per via dell’alluminio; montano un processore Intel Core 2 Duo fino a 1.8Ghz, monitor oled da 13.3″, 2Gb di memoria Ram, disco fisso da 80Gb 4200rpm o, come costoso optional, una (ben più veloce) memoria a stato solido da 64Gb. Più lungo è invece l’elenco delle cose che non montano, poichè per ridurre all’osso peso e spessore si è dovuti rinunciare all’unità ottica, alla seconda porta usb, all’ethernet, al firewire, ecc.
Le connessioni supportate sono wifi 802.11n e bluetooth, con possibilità di leggere remotamente i dischi, attraverso di esse, inserendoli in macchine connesse vicine (macchine su cui però va prima installato un particolare software fornito, cosa scomoda). L’autonomia dichiarata è di 5 ore e la batteria è integrata in stile IPod.

Forse avrete capito che stranamente sono vagamente critico rispetto a quest’oggettino: infatti, esaurite le esclamazioni e gli entusiasmi, si torna con i piedi per terra e da qui si possono scorgere una certa serie di contro, peraltro non troppo legati al prezzo, che parte dai 1700 euro circa.

La prima remora che mi frena da un subitaneo acquisto riguarda l’uso che ne potrei fare, date le limitate possibilità di connessione fisica: sì, perchè anche io sogno un mondo dove tutto è connesso senza fili e i dati viaggiano nell’etere, ma la realtà lavorativa italiana non è proprio così, con clienti che ti rifilano ancora dischetti e cd e che non sanno neanche pronunciare cose come bluetooth. E figurarsi se ho così tanta voglia di portarmi dietro l’unità ottica esterna. Forse in America la situazione è più rosea, ma, come recitava la canzone “qui non è l’America”.

Poi c’è la questione della batteria (non proprio un cavallo di battaglia per Apple) che si perde un’ora di autonomia per strada rispetto ai parenti MacBook, e fin lì ce ne possiamo anche stare. Però la batteria è integrata, niente slot per la sostituzione, e in caso di problemi bisogna portare l’Air presso un Apple Store per la sostituzione. E mi ripeto, se gli Store in America sono molti, qui da noi si contano sulle dita di una mano, perciò bisognerebbe rassegnarsi all’idea di spedire il notebook e rimanere senza per parecchi giorni.

E infine il disco: 80Gb mi basterebbero, ma un disco a 4200 giri al minuto è onestamente moooolto lento. Capisco che da qualche parte bisognava limare, ma chi apre file grafici molto pesanti con Photoshop o grossi progetti con qualsiasi Ide sa cosa vuol dire dover sentire trottare la testina del disco per minuti. Optando per la versione 64Gb SSD la velocità schizza di molto, ma anche il prezzo, che sale di circa 900 (!) euro.

Pare peraltro che queste perplessità siano condivise da molti, se è vero che il titolo in borsa ha passato la settimana in discesa.
Le conclusioni che traggo quindi sono che, per quanto bello e di tendenza, non lo comprerei ora, quantomeno non come portatile primario su cui lavorare. Spendendo meno, ci si compra un MacBook ben pimpato, volendo anche in versione Black (macchina su cui al 90% mi orienterò).
Invece Jack medita un possibile acquisto, perciò in caso la prova su strada ce la farà lui.

Qui una gallery abbastanza dettagliata per osservare gli Air da vicino.

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  • Postato in: Apple, Tecnologia
  • boeing 787…la gente largamente sottovaluta. Del resto nell’immaginario collettivo ancora vive quella immagine del ragazzotto bravo in matematica, con gli occhiali e le penne nel taschino; o l’immagine del pirata anarchico che distrugge le reti per il gusto di farlo.

    Quello dell’informatico è un lavoro che molto spesso anche noi stessi (intendo noi informatici) sottovalutiamo, così presi come siamo dalla mail a quello, dal twit a questo, da quel post da finire, dal feed da leggere…

    Poi talvolta leggi alcune notizie e capisci che anche se non sei un dottore in corsia o un vigile del fuoco, quello che ora studi e che domani praticherai potrebbe rivelarsi fondamentale. Un esempio?
    Hanno appena scoperto che i nuovi Boeing 787, appena completati, soffrono di una pesante vulnerabilità: un potenziale passeggero male intenzionato potrebbe riuscire a penetrare il computer di bordo, da qui arrivare ai sistemi di volo, navigazione e comunicazione, e da lì, potenzialmente ai sistemi di gestione del traffico aereo a terra; il tutto attraverso i sistemi di connettività internet offerti a bordo. Le implicazioni di una falla del genere sono ovviamente mostruose, ed è inutile che io ricordi quel giorno di settembre.
    Il sistema è stato evidentemente progettato male, e la Boeing promette di risolvere (con quel che sono costati i 787…) quanto prima, ma questo non è l’unico caso eclatante che si ricordi a memoria d’uomo, miliardi di dollari sono andati in fumo per via di una svista, di un + al posto di un -, di uno 0 al posto di un 1:

  • Disastri informatici - 1
  • Disastri informatici - 2
  • Disastri informatici - 3
  • Ci sono delle volte in cui Martin, per un punto, può perdere ben più della cappa…

    Fonte | Wired

    La poltrona a cui attaccarsi

    Toyota, azienda nota tra l’altro per i suoi studi nel campo della robotica, ha realizzato la poltrona definitiva: basta stare seduti e lei ti porta in giro!! Pensate, non dover alzarsi per fare il tragitto dalla tv al frigo!
    Sì d’accordo, forse ammetto che può esserci giusto qualche uso migliore… ma io ne voglio una, che ci vado anche in università! E ci voglio il distributore di bibite!


    Fonte | GadgetBlog

    t@nt1 @ugur1 @ t3

    commodore 64C’è un vecchio amico che abbiamo molto amato noi informatici, e che oggi compie 25 anni: il Commodore 64. Non so se lo ricordiate, con quel suo case/tastiera da collegare alla tv, e l’unità disco esterno, fu il primo vero computer ad approdare massivamente nelle case: 17 milioni di pezzi venduti dal 1982 al ‘93, che per il “Libro dei Record” significa Guiness dei Primati.
    La memoria RAM vantava uno spazio di 64 Kb e il processore funzionava a meno di 1 MHz, ma non ridete, dovete pensare che allora queste caratteristiche lo rendevano una potenza.

    Per chi volesse approfondire la storia di questa scatola magica, Andreas Wallstrom ha aperto un sito commemorativo: c64.com

    Fonte | Repubblica.it

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  • Postato in: Tecnologia
  • Future novità per chi viaggia

    Torno a parlare un pochino del tema tecnologia che ultimamente sto un po’ trascurando (sapete com’è, l’attualità ci offre così tanti spunti…).

    Interessante il sistema che stanno sperimentando a Houston, in America, la Transportation Security Administration e Continental Airlines per velocizzare le procedure di check-in (che per la verità oggigiorno sono già discretamente rapide): in parole povere dopo la prenotazione la carta d’imbarco viene inviata al telefono del viaggiatore, nella forma di un file immagine contentente un codice a barre con tutti i dati relativi al volo. Basterà far passare lo schermo del cellulare sotto l’apposito lettore in aeroporto per poter poi proseguire verso l’imbarco.
    Una semplicissima ed economica tecnologia per far risparmiare qualche minuto in più, cosa che non guasta soprattutto se si lavora e ci si muove molto (la Continental si occupa prevalentemente di voli interni).
    A quando nel vecchio continente?

    Fonte | TravelBlog | USAToday

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  • Postato in: Tecnologia
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