17 Jun
Biglietto della metropolitana: 1,5€
PIzza in ristorante finto italiano gestito da turchi: 20€
Vedere la Francia perdere da Parigi non ha prezzo
16 Jun
Ed alla fine il grande giorno arrivò.
Domani sera la partita più attesa, quella coi cugini transalpini (ma poi perché mai cugini?), già beffati due anni fa negli indimenticabili rigori berlinesi; la partita che tutti i ponentini di zone di frontiera pregustano con trepidazione ed attesa, figuratevi poi i ponentini che in Francia ci abitano proprio… Non sarà un eventuale risultato positivo a farmi cambiare opinione su questa nazionale, allenata da un allenatore sbruffone ed inadatto a guidare la nazionale campione del mondo, secondo qualcuno ultimo regalino del garante degli “onesti” Guido Rossi, ma per quanto una veloce eliminazione potrebbe aiutare anche a liberarci di Donadoni, la posta in gioco é troppo alta, e quindi si sta tutti sulla stessa barca (per ora solo allagata).
Le condizioni di partenza della partita non sono delle migliori: un pessimo europeo per entrambe le squadre, e la netta sensazione, da queste parti, di un risultato scontato in arrivo tra Romania ed Olanda. Potrebbe essere un “noi o loro”, ma anche un “nessuno dei due”, ed allora si gioca per l’onore.
L’onore nostro, innanzitutto: perché non succeda di lasciare un campionato europeo senza aver vinto nemmeno una partita, dopo essere arrivati in modo spavaldo e sbruffone da favoriti. L’onore ed il rispetto per i tifosi, che una prestazione del genere senza dubbio non la meritano.
E poi l’onore nei confronti dei nostri avversari, che vanno in giro piagnucolando da due anni dicendo che l’Italia “ha imbrogliato” durante la finale, e che senza Materazzi allora sì che avrebbero vinto loro, totalmente giustificando la testata di Zidane.
Beh, allora ecco perché noi dobbiamo vincere: dobbiamo farlo anche per loro, perché arriva un momento nella vita in cui si deve imparare a volare basso, ad essere meno supponenti ed arroganti, e ad imparare a perdere, e lo possiamo fare solo in un modo: facendoli perdere, malamente se possibile.
Ed infine dobbiamo vincere anche per tutti gli Italiani in giro per il mondo, ed in particolare coloro che in Francia ci abitano; per tutti quelli a cui ogni giorno vengono fatte due palle così sulla pizza, il “ma voi mangiate pasta tutti i giorni”, la monnezza di Napoli, il “oh ma che accento carino che hai”, eccetera, eccetera, eccetera.
Per tutto questo, e per tutti i motivi che ognuno di noi possa avere, mandiamoli a casa! E se, come probabilmentà sarà, finiremo fuori pure noi, beh allora prendiamoci una soddisfazione e sbattiamoli dove meritano di essere: dietro di noi, in fondo alla classifica.
13 Jun
Può un allenatore che nella sua carriera ha solo allenato Lecco, Livorno e Genoa, allenare una nazionale?

9 Jun
4 Jun
Giusto ieri il comitato organizzatore dei giochi olimpici di Pechino 2008, il Bocog, ci aggiornava sulle regole che i visitatori in Cina per i giochi devono rispettare, nella forma di uno stupendo decalogo:
- E’ vietato Bruciare la bandiera cinese o il simbolo della Cina.
- E’ vietato portare qualunque oggetto o documento che possa danneggiare la politica, l’economia, la cultura e le basi morali della Cina (questo include materiale stampato, negativi di fotografie, fotografie, dischi, film, registrazioni su cassetta, videocassette e dvd).
- Tutte le dimostrazioni pubbliche, le marce e le proteste che siano nei siti olimpici o altrove sono del tutto vietati durante i Giochi a meno di essere approvate in precedenza dalla Polizia.
- Non sarà possibile portare materiale di tipo religioso che possa disturbare l’ordine pubblico negli impianti olimpici.
- Divieti di dormire all’aria aperta.
- Le persone con “gravi problemi mentali” o malattie contagiose non saranno ammessi nel Paese.
- Alcune regioni del Paese, tra cui il Tibet, sono chiuse ai visitatori.
- I biglietti dell’Olimpiade non sono una garanzia per ottenere il visto.
- Divieto di mostrare bandiere o urlare slogan insolenti in qualsiasi impianto olimpico.
- Sintomi di avvelenameno devono essere riportati all’ufficio della Sanità.
Come dire: “venite da noi a vedere i giochi, e vi mostriamo quanto siamo democratici, sostenitori del libero pensiero e nemici dell’eugenetica!”
Nemmeno le bandiere sugli spalti secondo questi pazzi… alle Olimpiadi! Bah…
Se non altro il decalogo è scritto solo in lingua cinese, così magari qualcuno riesce a evitarsi di leggere queste stronzate…
Fonte | Gazzetta.it
23 Mar
Non ci si può di certo accusare di parlare continuamente di sport e di calcio, perciò mi si consenta questo post, perchè veramente non riesco a trattenermi: dopo due anni di prese in giro, discorsi sull’onesta e faticose rincorse, ecco che una sola partita basta a rifarsi di tutto. Una sola partita: il derby d’Italia vinto a San Siro.
Grazie ragazzi!! Grazie per aver ricordato agli interisti chi sono i veri campioni d’Italia.

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| JACK nomade, il vostro corrispondente dal fronte occidentale |
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| MILO informatico, cresciuto orgogliosamente a pane e Mac |