28 Mar
Afef è una modella tunisina. Afef è la moglie di Tronchetti Provera. Ecco, da wikipedia, i due aspetti più importanti della vita della signora. Afef, oggi, ci dà lezioni di classe e di dialogo inter-religioso sulla stampa, in un editoriale intitolato “Allam incita all’odio“.
Magdi Allam grida al genocidio contro gli ebrei e i cristiani nel mondo islamico. Ci sono stati e ci sono casi, ce lo insegna la storia. Ma ci sono stati e ci sono conflitti anche all’interno di una stessa religione, tra sciiti e wahabiti, tra sunniti e sciiti, tra cattolici e protestanti. Di questo, però, Allam non scrive, come non scrive delle tante testimonianze e dei tanti sforzi per favorire il dialogo interreligioso. No, lui vuole soltanto alimentare i conflitti, infiammare lo scontro di civiltà per cercare di passare alla storia come un simbolo e una vittima di queste crisi. E’ diabolico, ma non ci riuscirà.
Non menzionando le prove di dialogo inter-religioso che la signora ha tentato, conducendo “Scommettiamo che” e “nonsolomoda”, ed al di là del fatto che troverei quantomeno singolare che Allam, egiziano ed ex islamico, si mettesse a discutere dei problemi tra cattolici e protestanti nell’Irlanda del Nord, l’articolo scivola pesantemente sul qualunquismo, mettendo tutto assieme in un grande minestrone, secondo una logica illogica del tipo “o scrivi di tutti i conflitti oppure non scrivi di nulla”. Nessuno è un tuttologo, ed Allam ha sempre parlato dell’esperienza che meglio conosceva, e lo ha fatto parlando un linguaggio chiaro anche al grande pubblico, e spiegando sempre bene in dettaglio i conflitti in seno al mondo musulmano, che tutti conosciamo dopo la guerra in Iraq, per altro.
Purtroppo Allam non desidera passare come vittima di questo scontro, ed il fatto che ormai da anni viva sotto scorta dimostra come in realtà purtroppo lo sia.
L’editoriale (ho i brividi a chiamarlo così) prosegue elencando i grandi progressi di tolleranza che il mondo islamico ha fatto nei confronti di cristiani ed ebrei, citando la prima chiesa cattolica aperta in Qatar, la quarta in Oman, la quinta negli Emirati, e la sinagoga di Djerba, definita la più antica d’Africa. Va bene, e quindi? Qual è il punto? Perché sì, la sinagoga a Djerba c’è, è pure bella, ci sono stato. Ma il problema è che per accedervi bisogna passare misure di sicurezza aeroportuali, e ci sono più poliziotti che fedeli.
Certo che nel mondo musulmano ci sono gli integralisti, chi lo nega? E in presenza di conflitti gli integralisti esasperano il fattore religioso. Ma nessuno oserebbe dire che poiché Mussolini e Hitler erano cristiani il cristianesimo sia violento.
Ma Mussolini ed Hitler non si appogiavano alla religione per le nefandezze ed i crimini compiuti, questa è la differenza. Fa piacere che la signora accosti Hitler ed i nazisti agli estremismi islamici, perché della stessa pasta si tratta, a livello di scopo: la cancellazione totale di quanto non sia la loro religione (o razza, nel caso nazista).
Il fatto che Magdi Allam difendesse, da musulmano, i cristiani nei paesi islamici e lo stato di Israele, era il più forte esempio e segno di dialogo inter-religioso che potesse esservi, ed era il tentativo disperato di non lasciar che la voce del mondo islamico fosse solo quella fondamentalista, ma che nascesse anche il tanto invocato e mai sorto islam moderato, a farsi sentire. Le minacce e gli odi interni al mondo islamico lo han fatto desistere, e non stupisce tanto che la signora Afef non lo abbia capito, stupisce piuttosto che per scrivere editoriali sui giornali ormai sia sufficiente il fattore F.
7 Feb
È una storia che dovrebbe sollevare molto clamore quello di Sayed Pervez Kambaksh, sia per il fatto in sè, sia perchè si svolge in Afghanistan, paese in cui abbiamo impegnata una forza militare e che in teoria dovremmo aver restituito a una forma più moderna di organizzazione statale rispetto agli anni bui del “talebanesimo”.
Invece in Occidente se ne è parlato solo su The Indipendent che ha diffuso la notizia: Sayed è uno studente di giornalismo della Balkh University, che in ottobre è stato arrestato e poi condannato alla pena di morte da una corte della sharia, sentenza confermata dal senato afghano, peraltro senza che gli fosse nemmeno concessa una rappresentaza legale.
Il capo d’imputazione? Blasfemia. Perchè Sayed ha scaricato da internet un documento che parlava della situazione oppressiva in cui versano le donne nelle società islamiche, e lo ha distribuito a insegnanti e compagni di studi, e qualcuno ha compilato e consegnato un apposito modulo per denunciarlo, un po’ alla vecchia maniera delle segnalazioni agli inquisitori del nostro Alto Medioevo.
Ecco quando leggo queste cose mi vengono sempre dei dubbi, mi trovo diviso fra la convinzione che sia meglio lasciare certi popoli persi nel proprio degrado sociale e la convinzione che le bombe che gli si lanciano sulla testa non siano affatto abbastanza.
Comunque, miei dubbi a parte, al momento The Indipendent sta facendo pressioni sul Foreign Office inglese perchè si muova per tirare Sayed fuori dal braccio della morte, e contemporaneamente ha avviato una iniziativa online che vi invito a sottoscrivere.
Fonte | Wired | The Indipendent
21 Nov
Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: “Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l`altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell`altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato.”
Luca 18, 9-14
Non finisco mai di stupirmi di come gli uomini di Chiesa si impegnino nella costante applicazione delle Scritture.
31 Oct
Notizia di questi giorni è l’appello lanciato dal Papa Mazinga ai farmacisti cattolici, con il quale chiede loro di rifiutarsi di vendere farmaci contrari alla morale, come la pillola del giorno dopo, e chiede alle istituzioni un riconoscimento legale dell’obiezioni di coscienza per i farmacisti.
Sono d’accordo. E mi chiedo: perchè fermarci qui?
Mi vengono in mente altri punti sui quali sarebbe necessario lavorare per garantire il progresso della società:
- l’obbligo per i librai cattolici di non vendere libri messi all’indice da Santa Romana Chiesa. Certo, ci sarebbero le proteste di quelli che non hanno ancora letto Salinger ecc., ma basterebbe un piccolo fuocherello e la questione sarebbe risolta
- l’obbligo per le donne timorate di Dio di portare la cintura di castità a protezione delle pudenda. La chiave verrebbe custodita nell’apposito ufficio parrocchiale, e rilasciata solo dopo i riti canonici di matrimonio
- ancora un obbligo per i farmacisti: quello di non vendere preservativi: non servono a chi è puro, le malattie veneree sono la giusta punizione per i peccatori
- l’obbligo per i cattolici che hanno un negozio di cd di rimuovere dagli scaffali gli autori di musica rock, la musica del demonio, e di segnalare chiunque ne facesse richiesta al più vicino ufficio della Santa Inquisizione
- la creazione di “campi di riabilitazione” per i sodomiti, in cui la loro malattia possa essere curata con tutti gli strumenti del caso
Certo, ci sarebbe molto altro da fare, ma sapete com’è, meglio andare per gradi…
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| JACK nomade, il vostro corrispondente dal fronte occidentale |
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| MILO informatico, cresciuto orgogliosamente a pane e Mac |