13 Oct
A dispetto della tradizione francese che vorrebbe la politica come una cosa seria e gestita solo da chi ha fatto studi specifici in materia, l’ultimo atto di politica estera di Nicolas Sarkozy é stato degnamente ispirato da un’attricetta e da una ex modella, nelle loro qualifiche rispettivamente di cognata e moglie del Presidente, quasi che leggi e diritto internazionale fossero solo un accessorio.
Ecco quindi che, per ragioni umanitarie e per sottrarla alle grinfie del malvagio Stato Italiano, che notoriamente tratta male i suoi detenuti, il Presidente francese ha deciso di non procedere all’estradizione della terrorista Marina Petrella, come già per altro deciso il 9 agosto 2007 dallo stesso governo francese, ad opera del Ministro della Giustizia François Fillon, attuale primo ministro. La sospensione dell’estradizione é motivata dalle condizioni di salute della terrorista che, poverina, é depressa.
Di fronte ad una decisione che sembra tanto quella di un marito rassegnato che si fa convincere da moglie e cognata per non avere noie a cena, vale la pena ricordare il formidabile curriculum vitae di una signora che, negli anni ’70, era definita assieme al marito Luigi Novelli “la coppia del terrore”, e che é stata a capo della colonna romana delle Brigate Rosse.
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21 Aug
Quanto é bella Pechino, il cielo é sereno, i bimbi corrono per i prati, ed anche i tibetani sono felici. Che meraviglia, poi, le Olimpiadi di Pechino: gli atleti non hanno preso beveroni e robaccia vietata, i giudici di gara non sbagliano mai, e poi la Cina vince tutto!
Nel mondo, poi, tutti impegnati a guardare le gare ed a volersi bene: George Bush ed Osama Bin Laden seduti assieme a guardare la pallavolo sgranocchiando pop corn, con israeliani e palestinesi uniti dalla passione per il lancio del giavellotto (sport in cui i palestinesi sono campioni, essendosi allenati per anni col lancio dei razzi katiusha).
Pace, serenità e prosperità! Non manca nemmeno l’acqua in Africa, in questi giorni! Perché, per carità, non vorremmo mai che il CIO o il comitato organizzatore siano disturbati nella loro messa in scena da qualche negretto che muore di sete, no? Sono anni che si preparano per l’evento, e tutto deve essere perfetto nel loro mondo fatato!
Ecco perché, avendo ignorato una guerra (ma tanto era nel caucaso, era un paese piccolo, due regioni del menga, con due nomi impronunciabili poi! Mica era la Georgia americana, quella delle Olimpiadi del centenario che erano destinate ad Atene ma che poi sono finite nella città della Coca Cola perché il CIO aveva sete!), perché mai i nostri sereni amici del comitato olimpico dovrebbero fregarsene di centocinquantatre stronzi che han deciso di morire mentre andavano in vacanza? Che gente senza classe, bruciare vivi in pantaloni corti, magari pure con le infradito ai piedi! Alle Canarie poi, ma vi pare?
Poi insomma, ci sono cose più importanti a cui pensare, tipo sgridare Bolt per aver festeggiato invece di stringere la mano agli avversari, come il signor Jacques Rogge gli ha ricordato, evidentemente non potendo farlo lui, per via dello strato di viscidume che gli impedisce il gesto.
Quindi, in breve, niente atleti spagnoli con la fascia nera al braccio, perché stona coi colori della divisa, e niente bandiera spagnola a mezz’asta al villaggio olimpico, secondo le disposizioni del CIO. Motivi della scelta? Non pervenuti.
Forse si attendono le autorizzazioni cinesi, che non si sa mai: sulla bandiera tibetana c’é del giallo e del rosso, non vorremmo che si confondesse con quella della Spagna, vuoi mai che qualcuno poi usi la testa e rifletta! Forse si stanno chiedendo autorizzazioni alle autorità cinesi, che come ha mostrato Luciano Gulli su Il Giornale sono un po’ lente nel concedere le autorizzazioni alla sua manifestazione di piazza per la protezione dei panda, e questo sta evidentemente ritardando il processo anche per la pericolosa manifestazione di lutto spagnola.
Magari la bandiera la abbasseranno dopo i Giochi, magari non proprio a mezz’asta, diciamo a tre quarti, per non turbare troppo la vista ed il manovratore; magari non sarà quella della Spagna, dipenderà forse dal numero di medaglie iberiche.
Me intanto a Pechino tutto é sereno, i bambini corrono per i prati, il cielo azzurro, e sono, siamo, tutti felici, in questa sbornia di ipocrisia e cinismo che, oggi più di ieri, ci rende fieri di averla tenuta spenta, quella televisione.
5 Jul
Inauguro addirittura una nuova categoria dove andranno a finire i miei sbotti d’ira da adesso in poi.
Parliamo un po’ di stazioni delle ferrovie: dovete sapere che io viaggio molto e ho la fortuna di non pagare i biglietti ferroviari, in quanto figlio di dipendente FS; posso usufruire dei treni a prenotazione obbligatoria anche senza prenotare.
In genere però, quando arriva il periodo estivo, comincio quantomeno a riservare un posto a sedere, per avere la certezza di non farmi il viaggio in piedi, visto che i treni sono pieni come il tacchino a Natale, sempre farciti con un’orda di milanesi che si riversano in Riviera Ligure (per carità, se non altro rimpinguano le casse degli operatori locali del turismo).
D’estate mi capita quindi di assaporare la realtà della coda agli sportelli.
Perchè vi dico tutto ciò? Perchè mi viene da chiedermi come mai, dico come mai, quando uno ha fretta, e c’è una fila kilometrica alle biglietterie della stazione, c’è sempre qualche stronzo che sta 45 minuti a chiedere informazioni e intasa tutto?
Li vedi, non li puoi non riconoscere, fiuti il pericolo quando tirano fuori dalla tasca il foglietto, in cui è illustrata la loro bozza di itinerario: quando lo infilano nella feritoia sai che è finita, comincia il download di un fantastilione di terabyte di dati tra loro e la pacioccosa e sudaticcia entità che risponde al ruolo di bigliettaio. Vogliono conoscere tutto l’orario dal 1985 a oggi, entrano in confusione, sono indecisi, chiamano col cellulare il consigliere perchè gli dia la sua opinione, non sanno se hanno le ferie quel giorno, e via così…
E nel frattempo tick. E nel frattempo tack.
Tick. Tack.
Tick.
Tack.
L’orologio cammina e la vena sulla mia tempia si gonfia a dismisura.
Ma io dico, c’è l’ufficio informazioni a 10 metri? Bene, vai e chiacchiera quanto vuoi, decidi in quale parte dell’Italia trascinare la tua carcassa e solo dopo, SOLO DOPO, vai in biglietteria già consapevole del biglietto che dovrai fare.
Altrimenti a che serve l’ufficio informazioni? Che fanno tutto il giorno i dipendenti? Giocano a canasta?
Allora chiudiamolo! Così almeno le ferrovie risparmiamo un po’, no?
E vaff****lo.
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| JACK nomade, il vostro corrispondente dal fronte occidentale |
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| MILO informatico e webdesigner. Serenamente e pacatamente nerd. |