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L’autobiografia di Marjane

tavola persepolisLa scorsa settimana ho visto dei film violenti e improbabili, tipo Hitman o John Rambo, ma tra questi ho trovato il tempo per dedicarmi a quella che si è rivelata essere una piacevole chicca: un film d’animazione ispirato a un fumetto, Persepolis, ovvero la storia della giovinezza di Marjane, una ragazza iraniana che cresce e studia in un paese un tempo vivibile, che si trasforma man mano nell’Iran odierno, un paese sempre più dominato dal fondamentalismo religioso e dalla impossibilità di esprimersi.
Il film parte dalla sua infanzia, quando ancora l’Iran era una monarchia, e ci racconta la sua maturazione, il formarsi di una propria identità politica e il rapporto stretto con i familiari e gli amici (particolare è il rapporto con la nonna), che spesso vengono inghiottiti dalle sempre più strette maglie della macchina repressiva, mentre sullo sfondo la società del paese muta, tra rivoluzioni e colpi di stato, in una nazione islamica che costringe la protagonista ad abbandonare la sua famiglia per cercare la libertà in Europa.
Dal punto di vista visivo, l’animazione riprende il bianco e nero delle vignette, trasformandolo: se infatti il fumetto è disegnato semplicemente, senza fronzoli, con due soli colori a concentrare tutta l’attenzione sulla narrazione, il film invece acquista profondità, compaiono tutte le tonalità del grigio e con esse Teheran viene trasformata in una sorta di prigione, mentre le uniche macchie di colore appaiono quando la scena si sposta nel presente europeo.

La protagonista Marjane è in realtà Marjane Satrapi, fumettista e illustratrice nota non solo per aver scritto l’omonimo fumetto da cui il film è tratto, ma anche altre opere come “Broderies”, con cui ha vinto l’Angoulême International Comics Festival. Attualmente vive a Parigi, impossibilitata a tornare in Iran, ed è impegnata nello scrivere delle strisce per il New York Times.

Consigliato!

locandina

  • 4 Commenti
  • Postato in: Cinema, Fumetti
  • Ma non era colpa dei blog?

    Me lo aveva detto anche Bruno Vespa a “Porta a porta” che la colpa per l’omicidio di Meredith a Perugia era dei blog. Perchè Raffaele Sollecito ci aveva un blog e nel blog ci aveva scritto tutto e ci aveva messo la foto con la mannaia…
    Ed anche di Youtube, che c’era persino il presunto quarto uomo Rudy Guede che faceva il pazzo con gli occhi strani nei video su Youtube.

    E invece ora dice che è colpa dei fumetti giapponesi: perchè il gruppo di amici leggeva i manga e i manga sono fumetti cattivi, ci sono i mostri e le ragazze con le tette grosse. Questi fumetti “raccontano storie di violenze sessuali e di delitti compiuti fra ragazzi e ragazze dalle complesse personalità”. L’ha detto il giornalista al Tg5. Mica al Tg3.

    collezione fumetti miloIl giornalista ci ha detto anche che il loro fumetto preferito era DevilMan, ed io ho pensato “cavolo lo conosco anche io DevilMan, non ucciderò mica i miei coinquilini?” però poi mi sono tranquillizzato, che io ci ho tanti fumetti diversi nella mia collezione e nonostante questo non mi è mai venuta voglia di uccidere i miei coinquilini.
    Ma ci ho un po’ la malinconia, che mi è tornata in mente la sigla del cartone animato di DevilMan, che da bambino lo guardavo sempre su JuniorTv:


    Il mio babbo invece dice che è colpa dei genitori che non hanno dato loro gli scappellotti, che io da piccolo quando ho provato a colpire mio fratello con il mio Fulmine di Pegasus ho preso gli scappelloti, ed allora non ci ho provato più a colpirlo con il mio Fulmine.

    Che è un arma troppo potente il mio Fulmine di Pegasus.

    Fonte | ComicsBlog

    PizzaeMmaindolinou

    Ho saputo che in Giappone vogliono produrre un manga che racconti le gesta di un grande personaggio della storia d’Italia. Chi, direte voi? Garibaldi? Dante? Colombo?

    No. Pulcinella.
    Così ora sentiremo “PizzaeMmaindolinou” anche quando andremo in vacanza in Oriente.

    Fonte | Comicus

  • 1 Commento
  • Postato in: Fumetti
  • Una malinconica lacrimuccia

    Già, è con un po’ di malinconia che penso a come fino ad un paio di anni ero solito passare il  ponte di Ognissanti: in giro per la bella Lucca, che in questo periodo dell’anno è travolta da folle di appassionati e collezionisti di fumetti e giochi di ruolo per il tradizionale appuntamento con Lucca Comics and Games.

    lucca comics 2006
    Purtroppo però (o forse per fortuna) l’università e il lavoro sono subentrate ai primi posti nella scala delle priorità, e il tempo per passare quei 3 giorni tra giochi, costumi, musica e hobby non l’ho più trovato.
    Ma prima o poi ritornerò alle origini delle mie passioni…

    Visita all’Arkham Asylum

    Da non crederci ma ogni tanto anche noi ci si riserva un post minimamente culturale.
    Cosa che forse potevo anche dire dopo così almeno rimanevate a leggere… comunque…

    La domenica passata ho approfittato di un pomeriggio libero e della compagnia di amici per visitare il restaurato Castello dei Doria a Dolceacqua che, a favore di coloro che non frequentano il ponente ligure, ricordo essere un gradevole paesino di poco spostato nell’entroterra, vicino al confine con la Francia. Il castello, risalente al 1300, è stato tirato a nuovo negli ultimi due anni grazie ai fondi della Comunità Europea (che ogni tanto evidentemente vengono usati per qualcosa di concreto) e inaugurato in concomitanza con “Autunno Nero”, una manifestazione di cultura e folklore horror che coinvolge un po’ tutti i borghi della zona.

    autunno nero

    Gli organizzatori dell’evento con astuzia hanno strizzato l’occhio agli amanti del cinema di genere, dell’horror, della letteratura noir, ribattezzando i luoghi della manifestazione con i nomi di location tetre molto note, come l’Overlook Hotel di Shining o l’Arkham Asylum di Gotham City, virtualmente rappresentato appunto dal castello di Dolceacqua.

    Ed io che di fumetti ho una casa piena ovviamente non potevo esimermi da una visita all’ “Asilo Psichiatrico Arkham”, nei cui spazi sono state allestite due belle mostre: l’una, nelle sale inferiori, espone un ampia raccolta di tavole, inedite e non, di Napoleone N e di Dylan Dog, alcune delle quali sceneggiate da Tiziano Sclavi; l’altra, al piano superiore, ospita tavole del mitico illustratore Dave McKean tratte da “HellBlazer” (adoro!) e da “Batman: Arkham Asylum” (adoro anche di più!), e non solo: perchè McKean si rivela anche artista versatile, a proprio agio con tecniche di più alta scuola come pittura e collage, che sfrutta per ritrarre soggetti quantomai inquietanti, degni dei peggiori incubi.

    Nel complesso un pomeriggio piacevole, concluso con un giro per il mercatino new age in piazzetta, popolata da un buon numero di figure singolari, e con un buon tè in una delle locande del paese.

    Per gli interessati, “Autunno Nero” prevede comunque molte altre iniziative, proiezioni, incontri, e per un programma più dettagliato con le date rimando al sito ufficiale.
    Consigliato a chi passa in zona in questo periodo. Gli altri si accontenteranno degli scatti che ho fatto per l’occasione.

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  • Postato in: Cultura, Fumetti
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