19 Mar
La scorsa settimana ho visto dei film violenti e improbabili, tipo Hitman o John Rambo, ma tra questi ho trovato il tempo per dedicarmi a quella che si è rivelata essere una piacevole chicca: un film d’animazione ispirato a un fumetto, Persepolis, ovvero la storia della giovinezza di Marjane, una ragazza iraniana che cresce e studia in un paese un tempo vivibile, che si trasforma man mano nell’Iran odierno, un paese sempre più dominato dal fondamentalismo religioso e dalla impossibilità di esprimersi.
Il film parte dalla sua infanzia, quando ancora l’Iran era una monarchia, e ci racconta la sua maturazione, il formarsi di una propria identità politica e il rapporto stretto con i familiari e gli amici (particolare è il rapporto con la nonna), che spesso vengono inghiottiti dalle sempre più strette maglie della macchina repressiva, mentre sullo sfondo la società del paese muta, tra rivoluzioni e colpi di stato, in una nazione islamica che costringe la protagonista ad abbandonare la sua famiglia per cercare la libertà in Europa.
Dal punto di vista visivo, l’animazione riprende il bianco e nero delle vignette, trasformandolo: se infatti il fumetto è disegnato semplicemente, senza fronzoli, con due soli colori a concentrare tutta l’attenzione sulla narrazione, il film invece acquista profondità, compaiono tutte le tonalità del grigio e con esse Teheran viene trasformata in una sorta di prigione, mentre le uniche macchie di colore appaiono quando la scena si sposta nel presente europeo.
La protagonista Marjane è in realtà Marjane Satrapi, fumettista e illustratrice nota non solo per aver scritto l’omonimo fumetto da cui il film è tratto, ma anche altre opere come “Broderies”, con cui ha vinto l’Angoulême International Comics Festival. Attualmente vive a Parigi, impossibilitata a tornare in Iran, ed è impegnata nello scrivere delle strisce per il New York Times.
Consigliato!

1 Feb
Me lo aveva detto anche Bruno Vespa a “Porta a porta” che la colpa per l’omicidio di Meredith a Perugia era dei blog. Perchè Raffaele Sollecito ci aveva un blog e nel blog ci aveva scritto tutto e ci aveva messo la foto con la mannaia…
Ed anche di Youtube, che c’era persino il presunto quarto uomo Rudy Guede che faceva il pazzo con gli occhi strani nei video su Youtube.
E invece ora dice che è colpa dei fumetti giapponesi: perchè il gruppo di amici leggeva i manga e i manga sono fumetti cattivi, ci sono i mostri e le ragazze con le tette grosse. Questi fumetti “raccontano storie di violenze sessuali e di delitti compiuti fra ragazzi e ragazze dalle complesse personalità”. L’ha detto il giornalista al Tg5. Mica al Tg3.
Il giornalista ci ha detto anche che il loro fumetto preferito era DevilMan, ed io ho pensato “cavolo lo conosco anche io DevilMan, non ucciderò mica i miei coinquilini?” però poi mi sono tranquillizzato, che io ci ho tanti fumetti diversi nella mia collezione e nonostante questo non mi è mai venuta voglia di uccidere i miei coinquilini.
Ma ci ho un po’ la malinconia, che mi è tornata in mente la sigla del cartone animato di DevilMan, che da bambino lo guardavo sempre su JuniorTv:
4 Jan
Ho saputo che in Giappone vogliono produrre un manga che racconti le gesta di un grande personaggio della storia d’Italia. Chi, direte voi? Garibaldi? Dante? Colombo?
…
No. Pulcinella.
Così ora sentiremo “PizzaeMmaindolinou” anche quando andremo in vacanza in Oriente.
Fonte | Comicus
3 Nov
Già, è con un po’ di malinconia che penso a come fino ad un paio di anni ero solito passare il ponte di Ognissanti: in giro per la bella Lucca, che in questo periodo dell’anno è travolta da folle di appassionati e collezionisti di fumetti e giochi di ruolo per il tradizionale appuntamento con Lucca Comics and Games.

3 Oct
Da non crederci ma ogni tanto anche noi ci si riserva un post minimamente culturale.
Cosa che forse potevo anche dire dopo così almeno rimanevate a leggere… comunque…
La domenica passata ho approfittato di un pomeriggio libero e della compagnia di amici per visitare il restaurato Castello dei Doria a Dolceacqua che, a favore di coloro che non frequentano il ponente ligure, ricordo essere un gradevole paesino di poco spostato nell’entroterra, vicino al confine con la Francia. Il castello, risalente al 1300, è stato tirato a nuovo negli ultimi due anni grazie ai fondi della Comunità Europea (che ogni tanto evidentemente vengono usati per qualcosa di concreto) e inaugurato in concomitanza con “Autunno Nero”, una manifestazione di cultura e folklore horror che coinvolge un po’ tutti i borghi della zona.

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| JACK nomade, il vostro corrispondente dal fronte occidentale |
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| MILO informatico, cresciuto orgogliosamente a pane e Mac |