Archivio per la ‘Attualità’ Categoria

Buon 25 aprile a tutti!

Finalmente un leader politico in Italia si era messo a fare una campagna elettorale moderna, vicina ai giovani ed al mondo di internet, addirittura utilizzando Twitter, un servizio online che consente a tutti di tenersi in contatto con amici e conoscenti raccontando loro cosa si sta facendo in tempo reale con brevi frasi.

Ecco perché, quando il 16 aprile, pochi giorni dopo le elezioni, Uòlter Veltroni scriveva Eccomi. Se qualcuno pensava smettessi di passare qui dopo le elezioni sbagliava. Ci sono ancora, anche e soprattutto adesso” noi eravamo lì a pensare anvedì sto Uòlter che continua pure dopo le elezioni a scrivere online!

Solo che, come dire… oggi è il 30 giugno, abbiamo capito che ci fai tanti auguri per il 25 aprile, però mò basta però!

O forse aveva solo continuato a scrivere su Twitter fino al ballottaggio di Roma?

A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Giulio Andreotti

  • 0 Commenti
  • Postato in: Attualità
  • Mi sbilancio

    Vince John Mc Cain. A 153 giorni dal voto americano, e dopo non averne azzeccata una nel corso delle primarie, mi lancio nell’ennesima scommessa, sperando questa volta di prenderci. A poche ore dalla chiusura delle primarie democratiche dopo cinque mesi di lotta fratricida, il risultato é un Obama che festeggia il numero di delegati per la convention di Denver, ed una Clinton che non menziona la parola sconfitta e che tantomeno riconosce la vittoria dell’avversario.

    Il peggior risultato possibile per i democratici, che dopo una campagna che ha diviso nell’animo il partito ed il suo popolo, ora si ritrova in una situazione di tensione e di incertezza rispetto alle decisioni che Hillary prenderà.

    Il contaggio finale dei delegati non é schiacciante a favore di Obama, che pure ha dalla sua la maggioranza, ma le tendenze, in politica, hanno il loro peso: Obama ha inaspettatamente guadagnato molti voti nella prima parte delle primarie, forte anche di un’ondata di novità e di atteggiamento mistico alimentato dalla stampa americana. Da quando pero’ l’effetto novità si é pian piano dissolto, Obama la ha prese, e spesso anche di brutto, dalla Clinton, con scarti che spesso hanno rasentato la soglia del doppiaggio, ed ha perso in tutti i grandi stati che tradizionalmente sono essenziali alla vittoria per le presidenziali di novembre.

    L’analisi é piuttosto logica: l’effetto novità ha fatto accumulare un certo vantaggio ad Obama all’inizio, ma man mano che si scavava più a fondo sul candidato e le sue proposte, gli americani han man mano preferito abbandonare un generico e vuoto “Yes, we can” (il “si puo’ fare” di veltroniana memoria, che avrebbe dovuto sfondare al centro ed arrivare alla pari col centro-destra, e poi si é visto com’é andata) per chiedersi “what we can?”.

    Non é da sottovalutare il momento particolare che l’economia mondiale attraversa, con incertezze sul futuro e nuove importanti sfide da affrontare, e gli elettori spesso dimostrano di preferire la concretezza e l’esperienza agli slogan bollicine ed al loro contorno di grande stampa e divi di Hollywood.

    Da qui la quasi rimonta di Hillary, da qui la sua vittoria nel voto popolare e negli stati più importanti, da qui la sua tenacia a non mollare facilmente la battaglia.

    Mentre da una parte ci si scannava per mesi, nel campo repubblicano troppo frettolosamente etichettato come perdente ancor prima che la corsa iniziasse, un uomo solo é al comando da molte settimane, e da ormai molto tempo ha iniziato la sua campagna presidenziale, con il partito compatto e soprattutto con un bagaglio di esperienza e concretezza che gli americani ben conoscono, dando quell’essenziale sensazione di rassicurazione di cui parlavamo sopra.

    Una lotta intestina che dura da mesi e che non potrà non lasciare il segno nell’elettorato oltre che nel partito stesso, un candidato nuovo che col passare del tempo e man mano che si scava a fondo perde consenso e sbanda sensibilmente verso sinistra, un candidato estremamente conosciuto e popolare che ha già avuto modo di dimostrare la sua esperienza ed una situazione economica complicata; ecco perché, nonostante la sbornia dei giornali, dei divi e degli intellettuali, che ormai troppo spesso hanno dimostrato di essere totalmente scollegati dalla realtà e dal cosidetto paese reale, la partita di novembre corre su un solco già tracciato.

    A meno che Hillary…

  • 4 Commenti
  • Postato in: Attualità
  • L’importante era partecipare

    Giusto ieri il comitato organizzatore dei giochi olimpici di Pechino 2008, il Bocog, ci aggiornava sulle regole che i visitatori in Cina per i giochi devono rispettare, nella forma di uno stupendo decalogo:

    - E’ vietato Bruciare la bandiera cinese o il simbolo della Cina.
    - E’ vietato portare qualunque oggetto o documento che possa danneggiare la politica, l’economia, la cultura e le basi morali della Cina (questo include materiale stampato, negativi di fotografie, fotografie, dischi, film, registrazioni su cassetta, videocassette e dvd).
    - Tutte le dimostrazioni pubbliche, le marce e le proteste che siano nei siti olimpici o altrove sono del tutto vietati durante i Giochi a meno di essere approvate in precedenza dalla Polizia.
    - Non sarà possibile portare materiale di tipo religioso che possa disturbare l’ordine pubblico negli impianti olimpici.
    - Divieti di dormire all’aria aperta.
    - Le persone con “gravi problemi mentali” o malattie contagiose non saranno ammessi nel Paese.
    - Alcune regioni del Paese, tra cui il Tibet, sono chiuse ai visitatori.
    - I biglietti dell’Olimpiade non sono una garanzia per ottenere il visto.
    - Divieto di mostrare bandiere o urlare slogan insolenti in qualsiasi impianto olimpico.
    - Sintomi di avvelenameno devono essere riportati all’ufficio della Sanità.

    Come dire: “venite da noi a vedere i giochi, e vi mostriamo quanto siamo democratici, sostenitori del libero pensiero e nemici dell’eugenetica!”
    Nemmeno le bandiere sugli spalti secondo questi pazzi… alle Olimpiadi! Bah…

    Se non altro il decalogo è scritto solo in lingua cinese, così magari qualcuno riesce a evitarsi di leggere queste stronzate…

    Fonte | Gazzetta.it

    Vengo anch’io! No, tu no!

    Io certa diplomazia vorrei capirla, ma proprio non ci riesco: leggo che oggi è arrivato il divieto tedesco ad allargare il tavolo dei negoziati tra Occidente e Iran all’Italia, e mi chiedo perchè. Me lo chiedo, perchè ovviamente non è che diano una valida motivazione.
    Ma andiamo con ordine.

    In questo momento ci sono trattative aperte tra Iran e un gruppo di paesi che, benedetti dalle Nazioni Unite, si sono fatti carico di convincere AhmadiComeCacchioSiChiama a interrompere l’arricchimento dell’uranio: questi paesi sono detto “5+1″, perchè il gruppo è formato dai 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza (tra i quali peraltro un totalitarismo e mezzo, vedi Cina e Russia, ma questa è un altra storia…) ai quali si è aggiunta la Germania (che attualmente non è neanche membro temporaneo) tutti riuniti per risolvere la crisi per vie diplomatiche.
    Piccola parentesi, per coloro che sostengono che i poveri iraniani abbiano bisogno delle centrali nucleari per il loro fabbisogno energetico: l’Iran è il quarto paese produttore di petrolio al mondo, i loro piedi posano su tonnellate di oro nero, che da un certo periodo vendono solo in moneta iraniana e di cui cercano di razionare l’estrazione in modo che la domanda non soddisfatta ne faccia salire il prezzo.

    Alla luce di questa parentesi, è facile immaginare i risultati eccellenti conseguiti dall’alacre “5+1″: basti leggere le dichiarazioni che AhmadiComeCacchioSiPronuncia ha rilasciato oggi al vertice Fao a Roma, dove in teoria avrebbe dovuto parlare di problemi relativi alla fame nel mondo.

    Quindi son qui che mi gratto il mento, cercando di capire le motivazioni del niet nettamente affermato dalla Germania: in primis, perchè loro sono il “+1″, mica l’ombelico del mondo, e non so con che diritto si arroghino decisioni che casomai spetterebbero all’Onu in generale; in secundis, perchè non potremmo fare alcun danno, visto che non c’è nessun risultato utile da rovinare.

    Forse allora, mi dico, il no sarà dovuto al fatto che abbiamo dimostrato in questi ultimi tempi una autorevolezza (stranamente, lo so) che molti non si aspettavano? Del resto (noi sì) siamo quest’anno membri temporanei del Consiglio di Sicurezza, abbiamo portato la moratoria per la pena di morte all’Onu, stiamo trattando con Sarkozy un accordo “mediterraneo” per regolare i flussi di immigrazione, abbiamo ospitato appunto in questi giorni a Roma i leader del mondo ad affrontare il problema delle popolazioni affamate…
    Sarà che a qualcuno la lontanza dai riflettori dà un po’ fastidio?
    Oppure, forse, non sarà che qualcuno ha paura che il nostro paese, e nello specifico il nostro nuovo governo, assuma una posizione (finalmente) più forte riguardo alla questione, a discapito dei rapporti commerciali riguardanti, guardacaso, il petrolio? Del resto già i Ministri Frattini e LaRussa si sono pronunciati in questo senso…

    Non lo so, io aspetto che gli amici crucchi mi diano delle valide motivazioni, e che nel frattempo magari mettano a segno qualche punto, visto che mi sembra la trattativa più silenziosa e improduttiva della storia.
    Se non altro da par mio posso dire di aver apprezzato molto l’agire dei nostri Ministri e del Presidente della Camera, che dopo le dichiarazioni odierne del khomeynista pazzo hanno annullato tutte le riunioni con le sue delegazioni.

    PS | Benedetto stai attento a chi fai venire in visita in Vaticano, che ho un post pronto pure per te…

    Fonte | Tgcom

  • 10 Commenti
  • Postato in: Attualità
  • A.A.A.

    Cercasi uomo di razza caucasica di mezza età, settentrionale ed Italiano, preferibilmente non ebreo, non cristiano, non islamico, non di sinistra e non omosessuale, per poter risolvere in maniera spontanea eventuali diverbi personali, in modo che Repubblica ed il Corriere della Serva non possano accusarmi di fascismo, razzismo, bullismo, omofobia, leghismo antimeridionale, anti-islamismo, anti-semitismo ed anti-cattolicesimo. Astenersi giornalisti, perditempo e tatuaggi di Che Guevara.

  • 1 Commento
  • Postato in: Attualità
  • La rivincita della camporella

    Dopo l’allarme lanciato ieri dal capo della polizia, e molto più autorevolmente da Milo su queste pagine, sulla certezza della pena, la Corte di Cassazione (quella famosa ai più per aver stabilito che se avete i jeans addosso non è stupro ma siete compiacenti) ha deciso di passare all’azione.

    Infatti oggi la Suprema Corte ha stabilito che se una moglie (ma penso che valga pure l’inverso) tradisce il marito dentro le mura domestiche, allora perde tutti i beni e le proprietà cedutele dal marito, trattandosi di comportamento “menzognero e irriguardoso”.

    Entra, nel nostro ordinamento giudiziario, la definizione di “revocazione per ingratitudine”, e la FederMotel ringrazia.

    Siamo un paese un po’ così, come dire, un po’ singolare…
    Siamo un paese in cui una persona qualunque finisce intercettata, e ancor prima che la magistratura muova un passo, partono i processi pubblici e le gogne.
    Un paese in cui “quei dirigenti sono corrotti, devono dimettersi!!” però poi “quei dirigenti sono responsabili della crisi rifiuti, ma meglio che restino al proprio posto”.
    Stranezze del genere…

    A parole sono tutti buoni, è piena l’Italia di gente che si elegge difensore a spada tratta della giustizia, dell’indipendenza dei magistrati, delle corti, e bla e bla e bla.
    Apriamo poi un giorno il quotidiano Liberazione, che guardacaso parla dell’ormai famoso (e noioso) caso di Cogne: sì perchè la scorsa settimana Anna Maria Franzoni è stata dichiarata dalla Suprema Corte di Cassazione (non a Forum, per dire) colpevole per l’omicidio del figlio, e quindi posta a gli arresti. E cosa ti dice Liberazione? La giustizia ha fatto il suo corso? Finalmente la pena è certa? Fine della storia?
    No, ti dice che ora, dopo che in 500mila gradi di giudizio in cui è stata giudicata colpevole, appelli su appelli, dopo che il processo è costato decine di migliaia di euro, ad Anna Maria Franzoni dovrebbe essere concessa la grazia. Eh?! E perchè? Ma non è stata giudicata colpevole e capacissima di intendere e volere? E allora la certezza della pena? Leggiamo le motivazioni, magari capisco:

    “Noi non sappiamo se Anna Maria è colpevole o innocente, ma ora dovrebbe prevalere un sentimento di pietà, di solidarietà. Non è un sentimento ignobile, anche se negli ultimi anni, mesi e giorni, tutti stanno cercando di convincerci di questo.”

    A parte che un giudice si è pronunciato, quindi sappiamo benissimo se è colpevole o innocente. Ma poi, fatemi capire, il succo è: compassione per la Franzoni, solo perchè ha un altro figlio e i media conoscono la sua storia, niente invece per tutti gli altri carcerati che hanno anch’essi una famiglia e che magari sono stati messi dentro per reati meno gravi, solo perchè non sono famosi in tv.

    Consiglierei a lor signori di leggere un vecchio testo, scritto da un Illumista del ‘700 ed ancora attualissimo.

    Poi ti chiedi perchè la gente non ripone più fiducia in certi politicanti, e non li manda più in Parlamento.
    Liberazione. Mai nome fu più corretto.

    Fonte | Corriere.it

  • 3 Commenti
  • Postato in: Attualità
  • Dopo il figlio del colonnello Gheddafi, il club dei “paesi che farebbero meglio a guardare in casa propria” si espande verso occidente, grazie alle autorevoli e pacate dichiarazioni dei ministri del governo di Bambi-Zapatero.

    Ha cominciato la signora Maria Teresa Fernandez de la Vega, la stessa che due anni fa annunciava che la Spagna non avrebbe mai accettato immigrati clandestini e li avrebbe anzi respinti con ogni mezzo, dichiarando che il suo paese respinge violenza razzismo e xenofobia, e che quindi la politica spagnola è “l’opposto” della loro (sottointendendo quindi che noi siamo violenti, razzisti e xenofobi).

    Ha rincarato la dose giusto oggi Celestino Corbacho, ministro del lavoro e dell’immigrazione, dichiarando che le politiche del nostro governo “pongono l’accento più sulla discriminazione del diverso che sulla gestione del fenomeno” e “intendono criminalizzare il diverso”.

    Personalmente, non so se sono più sorpreso dal fatto che due ministri di un paese comunitario commentino indiscrezioni giornalistiche, non esistendo al momento alcun progetto di legge ufficiale del nostro governo sull’immigrazione, oppure che la lezioncina sulla morale ci venga fatta dai ministri di un paese che tre anni fa decise direttamente di sparare contro gli immigrati che provavano ad entrare nel suo territorio, uccidendone cinque e ferendone (o educandone?) cento.

    Ma al di là di questo ci teniamo a confermare che tra Spagna ed Italia non c’è alcun caso diplomatico, come ha dichiarato il segretario di Stato spagnolo, nello stesso giorno in cui la ministro delle pari opportunità, Bibiana Aido’ Almagro, ha rilasciato una splendida intervista a El Pais, in cui ha dichiarato che pagherebbe “lo psichiatra a Berlusconi”, aggiungendo che “potrebbe essere una buona idea. Anche se non so se sarebbe del tutto efficace. Comunque avrebbe bisogno di molte sedute”.

    Armonia e consenso, in un fiume di sangria e tapas. Franco (Frattini), ce l’hai il numero dell’ambasciatore spagnolo? Perché penso che sarebbe ora di fare due chiacchiere.

  • 78 Commenti
  • Postato in: Attualità
  • articoli precedenti »

    Categorie


    Chi siamo

    avatar JACK
    nomade, il vostro corrispondente dal fronte occidentale

    avatar MILO
    informatico, cresciuto orgogliosamente a pane e Mac


    RadioNation




    Archivio



    Links


    Meta


    Creative Commons License