23 Nov
Non scrivo mai, quasi mai, di questioni personali. E questa volta, anche se potrebbe sembrare che si parli di politica, si parla di cose personali, e quindi i commenti restano liberi, ma non per la polemica politica, commissioni di vigilanza, finanziarie, politica estera ecc. Quello fatelo, se volete, in post più adeguati, perché questo non è il luogo.
L’Italia è il Paese che amo. Per me e molti amici, quel gennaio di quattordici anni fa è troppo lontano, e si era troppo piccoli per capirlo o viverlo davvero. Lo si viveva indirettamente, o lo si studiò solo successivamente. Ma tutto, per noi, si racchiude in quel famoso incipit.
La mia prima tessera di Forza Italia era la numero 20327, e da allora sono passati esattamente dieci anni; non nemmeno potevo votare, anche se aspettavo la maggiore età solo per quello, e mi sembrò l’unico modo per dare il mio contributo. Da allora quella tessera non l’ho più lasciata, ed anche la bandierina è rimasta attaccata alla giacca (sempre dritta, Presidente!) nei momenti di gioia ed in quelli peggiori, quando ci si incontrava tra di noi e quando si andava tra la gente, quando tutti sembravano con noi e quando i carabinieri dovevano scortarci per andare ai convegni.
Scrivere delle grandi passioni è sempre difficile, si perde sempre qualche nome, qualche viso, qualche ricordo, e non si è mai contenti del risultato, e questi anni di militanza azzurra sono stati una grande passione, forse di più: Renato Brunetta ci disse (e chi di voi c’era, amici della Summer School di Padova, forse lo ricorderà) che la politica come la vivevamo noi era una malattia da cui non saremmo guariti, ma che era una dolcissima e bellissima malattia. Aveva ragione.
Ci siamo incrociati in tanti, in questi anni: gente di tutte le età e di grande passione, gente svileggiata ogni giorno da giornali ed avversari, gente che ha sempre avuto le palle di metterci la faccia, gente che se n’è sentite dire di tutti i tipi, dal “venduto” al “corrotto”, al “fascista” ed al “mafioso”, gente che da tanti anni di militanza non ha guadagnato una lira, e che anzi spesso ne ha sborsato di tasca propria per spostarsi ed organizzare iniziative, e che è sempre stata ripagata solo dalla propria passione, da una vittoria vissuta insieme, da una stretta di mano del Presidente, dalla soddisfazione di andare al bar e di sentirsi vincitore ed orgoglioso della propria passione. La gente del “partito di plastica” e del “partito del nulla” che però non ha mai preso meno di otto milioni di voti e che è sempre lì, oggi come allora, vero pilastro del sistema politico italiano.
Quando per metà della tua vita vivi intensamente una passione, un progetto, un ideale, questo poi si intreccia con tutto il resto e ne diventa inscindibile; Forza Italia, la nostra bandiera, il nostro inno, il nostro Presidente, sono stati e sono per me e per molti amici un credo laico, a cui tanto abbiamo dedicato e da cui tanto abbiamo avuto, senza mai avere o ambire ad una poltrona. Tanti sono i ricordi, che si intrecciano con ricordi di vita e momenti magici, e tutto si mescola, se ci ripensi, in un mix di emozioni: i cori di piazza San Giovanni, correre per il corteo per non restar fuori dalla piazza, interminabili discussioni notturne, le cinque del mattino a fare i conteggi nelle notti elettorali, il manuale dei rappresentanti di lista, le bandiere e gli occhi lucidi al congresso.
Un capitolo della nostra storia oggi si chiude, e con essa anche un pezzo importante della nostra vita: Forza Italia si evolve, va avanti, e le nostre bandiere, i nostri tricolori, non sventoleranno più. Non si va in archivio, si va avanti, si va oltre Forza Italia, come tante volte in questi anni ci siamo reinventati ed abbiamo saputo innovare il modo di fare politica; si va avanti perché siamo in cuor convinti che il Popolo della Libertà ci appartenga e sia la nostra naturale evoluzione, e lo scopo ultimo e vero di quello per cui era nata Forza Italia.
Nella consapevolezza di essere di fronte ad un momento storico per i moderati di questo Paese, e nella malinconia per una splendida storia che ne lascia spazio ad un’altra, conserveremo sempre le nostre bandiere e tutti i bei momenti di questi lunghi anni nei nostri cuori, e ci prepariamo a vivere, ancora una volta, la storia di questo Paese da protagonisti.
L’Italia, oggi come allora, è il Paese che amo, e Forza Italia è il mio partito; lo è oggi che si trasforma, così come lo era quando presi quella tessera n° 20327, di cui sono sempre stato orgoglioso.
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| JACK nomade, il vostro corrispondente dal fronte occidentale |
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| MILO informatico e webdesigner. Serenamente e pacatamente nerd. |
14 Risposte per "Socio n°20327"
Caro Andrea, ho letto con tenerezza le tue parole, che esprimono bene quello che anche io provo in questa fase di grande cambiamento. Forza Italia negli ultimi 7 anni è stata x me qualcosa di passionale, coinvolgente e onnicomprensivo. Le notti insonni per attaccare manifeste, le schegge nelle dita per montare i palchi dei comizi, i voti scolastici crollati per il troppo tempo dedicato al mio partito sono tutte cose che resteranno vive come un ricordo positivo. Tuttavia mi auguro che questo nuovo PdL ponga un rimedio ai troppi difetti di FI: spero in un partito che premi i migliori e non i raccomandati e dove vi sia una reale democrazia interna (al posto di questo pessimo plebiscitarismo che prende forma nei gazebo: noi vogliamo congressi veri, con candidati veri e tessere vere!). Un partito che abbia come faro il mercato e le libertà economiche e non ceda alle lusinghe dello statalismo. Diamoci da fare per realizzarlo!
A livello politico siamo molto lontani.
Io ho un’età che mi ha permesso di votare p.c.i.
e non condivido la linea di Forza Italia, per niente.
Però mi fa piacere che, ragazzi come te, abbiano la voglia e la capacità di credere seriamente in qualcosa.
Spero in un futuro con meno colori e più sicurezza, sia politica che sociale, ed una ritrovata fiducia verso chi ci governa.
Ciao Andrea e benritrovato
Io, che sono solito vivere male i cambiamenti, vivo il presente come superamento (come giustamente tu hai scritto) si supera un’etichetta e ci si espande la si puo’ considerare una fusione di ideologie confinanti.
Una sola cosa e’ davvero importante, continuare a lavorare…ma attenzione; ne’ per un partito…ne’ per un simbolo…ne’ per un’ideologia…ma per un paese e per il suo popolo
E’ bello credere in qualcosa. E’ giusto e doveroso. E’ necessario per il bene del Paese. E questo ti fa onore.
Io ho una visione molto diversa delle cose. Non sono fascista ne comunista, non credo in una ideologia definita. Per me non è ne tutto bianco ne tutto nero. Sono fiero degli studi che ho fatto (che molti non esitano a definire inutili, anche se poi alla fine se lavoro e sono indipendente tanto inutili non saranno stati…) che mi hanno permesso di pensare con la mia testa, di leggere un po’ di tutto e non solo una scrittura di un lato.
Ma la mia formazione culturale mi impedisce di sposare la causa di chi pronuncia tanto interesse per tutti e antepone sempre il proprio personale o di amici di “casta”.
In tre legislature sicuramente sono state fatte delle cose buone e interessanti, ma troppo sono costate agli italiani. Verrò smentito ma questo movimento nessuno mi toglie dalla testa che con Berlusconi e’ nato e con lui morirà. Se le redini saranno prese dagli ex An sarà diversa la politica, l’approccio al potere e alle masse e la percentuale di voti.
Sono critico e lo sarò sempre con chi mi vuol fare credere che la sua utilità e’ la mia utilità. Non sono imprenditore ne figlio di imprenditore ne molto probabilmente un padre di un futuro imprenditore, quindi tra le altre cose i miei interessi non sarebbero rappresentati. I comunisti, che mai avranno il mio voto quantomeno (magari poi non realizzando quanto dicono) dicono che vogliono favorire apertamente la loro “casta” (operai e sotto proletariato) a scapito di tutte le altre.
Il clima politico attuale non produce niente di vero valore, bisogna avere fortuna di trovare un partito/gruppo di pressione e interesse che rappresenti come un vestito su misura i propri interessi o necessità. Altrimenti si è persi, e si cerca, come faccio io di votare il meno peggio.
Non voglio essere catastrofista ne altro. Ma non mi pare neanche tutto questo momento di svolta per i moderati del paese…anche perchè non si può dire che solo F.i. rappresenti i moderati. Il 40% e piu % dei voti DC si sono sparsi un po ovunque, la metà dei voti del PD, l’UDC e parte dei voti dell’ex AN.
E’ bello vedere tanta passione, è sano è giusto. E’ bello aver qualcosa in cui credere.
Io purtropo in campo politico ora non ho niente in cui credere. Ma visto quello che passa il convento per me è giusto cosi. Ringrazio il dono dello spirito critico e a possibilità di avere studiato. Magari prima o poi sorgerà un movimento che mi darà la speranza di credere in qualcosa di bello e giusto
ti invidio la passione per la politica che vivo come un fenomeno necessario in una democrazia ma che non riesco a scindere dai suoi obsoleti e spesso ambigui rappresentanti.
il discorso potrebbe portare troppo lontano o innestare una polemica fuori luogo cosi’ mi limito a farti gli auguri quale futuro neotesserato del PDL, non mollare e continua a mantenere vivo il tuo grande interesse.
molla…molla…e te lo dice uno che al Liceo andò vicino al tesseramento per il P.C.I…
eppure una vocina mi dice..non la penserà come te..ma cazzo ce ne fossero di ragazzi interessati alla politica…e quindi: NON MOLLARE.
Ciao dall’ala sinistra di Binario unico.
E’ che mi sa tanto che un’ala destra di Binario Unico non c’è, o non si manifesta mica tanto!
Grazie a tutti, condivivo quel che han scritto i miei compagni di summer school ed apprezzo il doppio i complimenti che arrivano dagli avversari.
(e mò cerchiamo di rianimare sto blog scrivendo qualcosa, che sta un po’ languendo!)
Quindi io sarei un avversario?
e allora… IN GUARDIA, MARRANI!
sì larvotto: io preferivo Agnetha, rispetto a Frida
Questo post è… emozionante
Complimenti.
Ciao Jack,
d.
minkia, “hasta…” doriano e comunista… ce l’hai proprio tutte
Hasta segue le vicende della pedalistica zampeddoria …. e’ comunista ma …….. quelli con le bandiere nere con croce celtica (sono sul tuo sito Matteo) fa tanto cimitero anglicano per che squadra tengono ?e’ una disgrazia anche quella sai
ciao
quelli credo siano dei laziali, dico credo perche ho letto nei commenti al video, dalle bandiere che avevano non si sarebbe potuto dedurre…si lo so che è una disgrazia anche quella (portare quelle bandiere in uno stadio di calcio, non possederle), poverini…infatti ad inizio del post c’era scritto “divertenti testimonianze di ignoranza…”
ciao!
Nemmeno io ho voglia di entrare nel fazioni varie politico-ultras calcio……… Facciamo una grande “accostata” per tornare nel post , ma di politica e di passioni politiche lascio libero il campo :sono confusa!!!!!! E’ tutta una burrasca
Ciao
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