Non scrivo mai, quasi mai, di questioni personali. E questa volta, anche se potrebbe sembrare che si parli di politica, si parla di cose personali, e quindi i commenti restano liberi, ma non per la polemica politica, commissioni di vigilanza, finanziarie, politica estera ecc. Quello fatelo, se volete, in post più adeguati, perché questo non è il luogo.

L’Italia è il Paese che amo. Per me e molti amici, quel gennaio di quattordici anni fa è troppo lontano, e si era troppo piccoli per capirlo o viverlo davvero. Lo si viveva indirettamente, o lo si studiò solo successivamente. Ma tutto, per noi, si racchiude in quel famoso incipit.

La mia prima tessera di Forza Italia era la numero 20327, e da allora sono passati esattamente dieci anni; non nemmeno potevo votare, anche se aspettavo la maggiore età solo per quello, e mi sembrò l’unico modo per dare il mio contributo. Da allora quella tessera non l’ho più lasciata, ed anche la bandierina è rimasta attaccata alla giacca (sempre dritta, Presidente!) nei momenti di gioia ed in quelli peggiori, quando ci si incontrava tra di noi e quando si andava tra la gente, quando tutti sembravano con noi e quando i carabinieri dovevano scortarci per andare ai convegni.

Scrivere delle grandi passioni è sempre difficile, si perde sempre qualche nome, qualche viso, qualche ricordo, e non si è mai contenti del risultato, e questi anni di militanza azzurra sono stati una grande passione, forse di più: Renato Brunetta ci disse (e chi di voi c’era, amici della Summer School di Padova, forse lo ricorderà) che la politica come la vivevamo noi era una malattia da cui non saremmo guariti, ma che era una dolcissima e bellissima malattia. Aveva ragione.

Ci siamo incrociati in tanti, in questi anni: gente di tutte le età e di grande passione, gente svileggiata ogni giorno da giornali ed avversari, gente che ha sempre avuto le palle di metterci la faccia, gente che se n’è sentite dire di tutti i tipi, dal “venduto” al “corrotto”, al “fascista” ed al “mafioso”, gente che da tanti anni di militanza non ha guadagnato una lira, e che anzi spesso ne ha sborsato di tasca propria per spostarsi ed organizzare iniziative, e che è sempre stata ripagata solo dalla propria passione, da una vittoria vissuta insieme, da una stretta di mano del Presidente, dalla soddisfazione di andare al bar e di sentirsi vincitore ed orgoglioso della propria passione. La gente del “partito di plastica” e del “partito del nulla” che però non ha mai preso meno di otto milioni di voti e che è sempre lì, oggi come allora, vero pilastro del sistema politico italiano.

Quando per metà della tua vita vivi intensamente una passione, un progetto, un ideale, questo poi si intreccia con tutto il resto e ne diventa inscindibile; Forza Italia, la nostra bandiera, il nostro inno, il nostro Presidente, sono stati e sono per me e per molti amici un credo laico, a cui tanto abbiamo dedicato e da cui tanto abbiamo avuto, senza mai avere o ambire ad una poltrona. Tanti sono i ricordi, che si intrecciano con ricordi di vita e momenti magici, e tutto si mescola, se ci ripensi, in un mix di emozioni: i cori di piazza San Giovanni, correre per il corteo per non restar fuori dalla piazza, interminabili discussioni notturne, le cinque del mattino a fare i conteggi nelle notti elettorali, il manuale dei rappresentanti di lista, le bandiere e gli occhi lucidi al congresso.

Un capitolo della nostra storia oggi si chiude, e con essa anche un pezzo importante della nostra vita: Forza Italia si evolve, va avanti, e le nostre bandiere, i nostri tricolori, non sventoleranno più. Non si va in archivio, si va avanti, si va oltre Forza Italia, come tante volte in questi anni ci siamo reinventati ed abbiamo saputo innovare il modo di fare politica; si va avanti perché siamo in cuor convinti che il Popolo della Libertà ci appartenga e sia la nostra naturale evoluzione, e lo scopo ultimo e vero di quello per cui era nata Forza Italia.

Nella consapevolezza di essere di fronte ad un momento storico per i moderati di questo Paese, e nella malinconia per una splendida storia che ne lascia spazio ad un’altra, conserveremo sempre le nostre bandiere e tutti i bei momenti di questi lunghi anni nei nostri cuori, e ci prepariamo a vivere, ancora una volta, la storia di questo Paese da protagonisti.

L’Italia, oggi come allora, è il Paese che amo, e Forza Italia è il mio partito; lo è oggi che si trasforma, così come lo era quando presi quella tessera n° 20327, di cui sono sempre stato orgoglioso.