Ricevendo gli aggiornamenti dalle borse europee, stavo iniziando coi miei colleghi ad intrecciare le corde per la sessione mattutina di impiccagione, e tra un Unicredit a -13%, una borsa di Amsterdam a -6% e Milano che si giocava con Londra il titolo di peggior piazza europea, ero sereno.

Tutto questo fino a quando il mio animo é stato illuminato da un’ondata di saggezza, dall’intervento che stavo attendendo con ansia per poter finalmente ritrovare la pace dello spirito: la dichiarazione papale della giornata!

“Vediamo adesso nel crollo delle grandi banche che i soldi scompaiono, sono niente”; ecco, i soldi sono niente! Cioé, erano qualcosa, ma ora sono niente, dopo due settimane di altalena in borsa. Non é negabile l’evidenza del Papa, che evidentemente aveva investito in Lehman ed in Unicredit.

Giusto il tempo di raccogliere le gonadi, nel frattempo finite sulla moquette per la profondità delle parole da oltre Tevere, che ecco il colpo di grazia che, tra un mojito ed una presentazione di un libro, arriva dal loft veltroniano:

“C’é una crisi gigantesca che non potrà non avere ricadute, e questa crisi é figlia di colpe delle destre”.

E mi domando a questo punto se sia peggio il Mibtel che crolla o l’effetto che questo ha sulla loquacità di qualcuno, che decide (per tornare al titolo) di toglierci ogni dubbio.