Mentre centinaia di migliaia (se non milioni) di Americani si preparano all’impatto, previsto per domani, di Gustav, potente potenza tropicale che si dirige verso la costa che dà sul Golfo del Messico, ricordando a molti il disastro di Katrina, c’è chi si diverte.

Si tratta di Michael Moore, fine (anche se non fisicamente) intellettuale (regista o quel che è) americano, che ha deciso che Gustav era in realtà il segno dell’esistenza di Dio, in quanto si sarebbe abbattuto sulla costa americana in contemporanea con l’apertura della Convention del Partito Repubblicano, che incoronerà John McCain come candidato alla presidenza.

Ecco, io mi auguro che Gustav decida di cambiare il suo percorso per indirizzarsi verso l’enorme culo di Moore, sicuro che non avrebbe problemi a centrarlo.