Quanto é bella Pechino, il cielo é sereno, i bimbi corrono per i prati, ed anche i tibetani sono felici. Che meraviglia, poi, le Olimpiadi di Pechino: gli atleti non hanno preso beveroni e robaccia vietata, i giudici di gara non sbagliano mai, e poi la Cina vince tutto!

Nel mondo, poi, tutti impegnati a guardare le gare ed a volersi bene: George Bush ed Osama Bin Laden seduti assieme a guardare la pallavolo sgranocchiando pop corn, con israeliani e palestinesi uniti dalla passione per il lancio del giavellotto (sport in cui i palestinesi sono campioni, essendosi allenati per anni col lancio dei razzi katiusha).
Pace, serenità e prosperità! Non manca nemmeno l’acqua in Africa, in questi giorni! Perché, per carità, non vorremmo mai che il CIO o il comitato organizzatore siano disturbati nella loro messa in scena da qualche negretto che muore di sete, no?  Sono anni che si preparano per l’evento, e tutto deve essere perfetto nel loro mondo fatato!

Ecco perché, avendo ignorato una guerra (ma tanto era nel caucaso, era un paese piccolo, due regioni del menga, con due nomi impronunciabili poi! Mica era la Georgia americana, quella delle Olimpiadi del centenario che erano destinate ad Atene ma che poi sono finite nella città della Coca Cola perché il CIO aveva sete!), perché mai i nostri sereni amici del comitato olimpico dovrebbero fregarsene di centocinquantatre stronzi che han deciso di morire mentre andavano in vacanza? Che gente senza classe, bruciare vivi in pantaloni corti, magari pure con le infradito ai piedi! Alle Canarie poi, ma vi pare?
Poi insomma, ci sono cose più importanti a cui pensare, tipo sgridare Bolt per aver festeggiato invece di stringere la mano agli avversari, come il signor Jacques Rogge gli ha ricordato, evidentemente non potendo farlo lui, per via dello strato di viscidume che gli impedisce il gesto.

Quindi, in breve, niente atleti spagnoli con la fascia nera al braccio, perché stona coi colori della divisa, e niente bandiera spagnola a mezz’asta al villaggio olimpico, secondo le disposizioni del CIO. Motivi della scelta? Non pervenuti.
Forse si attendono le autorizzazioni cinesi, che non si sa mai: sulla bandiera tibetana c’é del giallo e del rosso, non vorremmo che si confondesse con quella della Spagna, vuoi mai che qualcuno poi usi la testa e rifletta! Forse si stanno chiedendo autorizzazioni alle autorità cinesi, che come ha mostrato Luciano Gulli su Il Giornale sono un po’ lente nel concedere le autorizzazioni alla sua manifestazione di piazza per la protezione dei panda, e questo sta evidentemente ritardando il processo anche per la pericolosa manifestazione di lutto spagnola.
Magari la bandiera la abbasseranno dopo i Giochi, magari non proprio a mezz’asta, diciamo a tre quarti, per non turbare troppo la vista ed il manovratore; magari non sarà quella della Spagna, dipenderà forse dal numero di medaglie iberiche.

Me intanto a Pechino tutto é sereno, i bambini corrono per i prati, il cielo azzurro, e sono, siamo, tutti felici, in questa sbornia di ipocrisia e cinismo che, oggi più di ieri, ci rende fieri di averla tenuta spenta, quella televisione.