21 Aug
Quanto é bella Pechino, il cielo é sereno, i bimbi corrono per i prati, ed anche i tibetani sono felici. Che meraviglia, poi, le Olimpiadi di Pechino: gli atleti non hanno preso beveroni e robaccia vietata, i giudici di gara non sbagliano mai, e poi la Cina vince tutto!
Nel mondo, poi, tutti impegnati a guardare le gare ed a volersi bene: George Bush ed Osama Bin Laden seduti assieme a guardare la pallavolo sgranocchiando pop corn, con israeliani e palestinesi uniti dalla passione per il lancio del giavellotto (sport in cui i palestinesi sono campioni, essendosi allenati per anni col lancio dei razzi katiusha).
Pace, serenità e prosperità! Non manca nemmeno l’acqua in Africa, in questi giorni! Perché, per carità, non vorremmo mai che il CIO o il comitato organizzatore siano disturbati nella loro messa in scena da qualche negretto che muore di sete, no? Sono anni che si preparano per l’evento, e tutto deve essere perfetto nel loro mondo fatato!
Ecco perché, avendo ignorato una guerra (ma tanto era nel caucaso, era un paese piccolo, due regioni del menga, con due nomi impronunciabili poi! Mica era la Georgia americana, quella delle Olimpiadi del centenario che erano destinate ad Atene ma che poi sono finite nella città della Coca Cola perché il CIO aveva sete!), perché mai i nostri sereni amici del comitato olimpico dovrebbero fregarsene di centocinquantatre stronzi che han deciso di morire mentre andavano in vacanza? Che gente senza classe, bruciare vivi in pantaloni corti, magari pure con le infradito ai piedi! Alle Canarie poi, ma vi pare?
Poi insomma, ci sono cose più importanti a cui pensare, tipo sgridare Bolt per aver festeggiato invece di stringere la mano agli avversari, come il signor Jacques Rogge gli ha ricordato, evidentemente non potendo farlo lui, per via dello strato di viscidume che gli impedisce il gesto.
Quindi, in breve, niente atleti spagnoli con la fascia nera al braccio, perché stona coi colori della divisa, e niente bandiera spagnola a mezz’asta al villaggio olimpico, secondo le disposizioni del CIO. Motivi della scelta? Non pervenuti.
Forse si attendono le autorizzazioni cinesi, che non si sa mai: sulla bandiera tibetana c’é del giallo e del rosso, non vorremmo che si confondesse con quella della Spagna, vuoi mai che qualcuno poi usi la testa e rifletta! Forse si stanno chiedendo autorizzazioni alle autorità cinesi, che come ha mostrato Luciano Gulli su Il Giornale sono un po’ lente nel concedere le autorizzazioni alla sua manifestazione di piazza per la protezione dei panda, e questo sta evidentemente ritardando il processo anche per la pericolosa manifestazione di lutto spagnola.
Magari la bandiera la abbasseranno dopo i Giochi, magari non proprio a mezz’asta, diciamo a tre quarti, per non turbare troppo la vista ed il manovratore; magari non sarà quella della Spagna, dipenderà forse dal numero di medaglie iberiche.
Me intanto a Pechino tutto é sereno, i bambini corrono per i prati, il cielo azzurro, e sono, siamo, tutti felici, in questa sbornia di ipocrisia e cinismo che, oggi più di ieri, ci rende fieri di averla tenuta spenta, quella televisione.
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| JACK nomade, il vostro corrispondente dal fronte occidentale |
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| MILO informatico e webdesigner. Serenamente e pacatamente nerd. |
11 Risposte per "Lo spirito olimpico regna su di noi"
Non esageriamo….la bandiera a mezz’asta è stata vietata per una sorta di non lungimirante “par condicio” per i fatti accaduti nall’affaire Ossezia. Ma tant’è. Come ho sempre ripetuto cerchiamo di non caricare di troppa politica un evento che dovrebbe essere puaramente sportivo…con poca equanimità nei giudizi ma questo è sempre accaduto…Jack è troppo giovane per ricordare i furti subiti in Corea da Vincenzo Nardello nei pesi medi a favore di un coreano (guarda caso) o dello scippo perpetrato ai danni di Musone nei pesi massimi a favore dell’americano Tillmann 8ops un americano…non il cattivone cinese!)
Questo per ricordare come da sempre il paese organizzatore benefici sempre di un surplus di medaglie…Come accaduto anche a noi nella tanto magnificata e celebrata Olimpiade romana.
Le guerre, i massacri…le bugie e le ipocrisie ci sono state e sempre ci saranno…Come ci saranno però sempre le lacrime di gioia di Valentina Vezzali ..ori puliti da dedicare al figlio di tre anni rimasto a casa; la rabbia di Federica Pellegrini per un oro di rivalsa sulla vita e sulle sue difficoltà; le guasconerie commosse di Alessia Filippi per un 800sl scoperto solo pochi mesi prima e già d’argento; il dito di Antonio Rossi levato al cielo per un armo a 4 condotto in finale quasi da solo; la “testa” e la lucidità di Annalisa Rigaudo nel condurre Cuneo, lItalia e la marcia all’ennesima medaglia in un acuazzone da tregenda…e badate non sto citando Bolt; Phelps and company….
Certo vorrei che Baldini si facesse un bel giro di pista Domenica per festeggiare la medagli di bronzo (…la vedo dura) sventolando la bandiera del Tibet, ma a Mosca 80 nulla venne fatto in tal senso per il derelitto Afganistan neo-invaso dalle truppe comuniste…
L’unico gesto politico che si ricordi ed effettivamente pagato dagli atleti che lo fecero (forse per questo che agli occhi di tanti possono apparire come freddi e deresponsabilizzati….) fu quanto accadde a Mexico 68: pugno guantato di nero alla Black Power di Tommy Smith e Joe Carlos per la finale dei 200 metri..ma vebbe pagato caro…una squalifica di due anni per un atleta può significare e in quel caso significò la fine della carriera.
Saludos
…scusate gli errori di ortografia. Non ho riletto prima di postare.
non credo che celebrare gente morta per un incidente aereo rientri nella definizione di politica, francamente.
se lo spirito olimpico vuol dire che non si puo’ parlare di null’altro, senno’ qualcuno si offende, si fottano. in questo caso poi non saprei chi dovrebbe offendersi politicamente se la spagna ricorda davanti al mondo un disastro aereo senza precedenti per il loro paese
Condivido…ma converrai che la Georgia avrebbe avuto tutto il diritto di incazzarsi…forse che i suoi morti valgono meno? Si può dire tutto e il contrario di tutto. Io comunque sto sempre dalla parte degli atleti e della loro fatica. Pulita si intende.
figurati che in quel caso fu la Russia a chiedere di poter esporre la bandiera a mezz’asta, per i sud osseti…
Torniamo in tal caso al discorso di prima…ripeto: grande cazzata il rifiuto alla richiesta spagnola, ma da lì ad una contestazione in blocco dell’evento sportivo strettamente inteso ce ne passa. Gli eventi del 68 e dell’80 del resto ce lo hanno insegnato.. Fu un grave errore non interrompere quelle del 72, ma anche lì fino a che punto si poteva chiedere ad un atleta che aveva fatto di quell’avvenimento in quella precisa data il prorpio approdo di una vita di sacrifici, di poter rinunciare ad esso? Non lo so…neanche io.
la storia della vita di sacrifici per arrivare alla tanto agognata olimpiade mal si addice ormai allo sport attuale fatto di laboratori studi di cinetica dello sport allenatori biologi che in confronto Ivan Drago era un autodidatta.
Anche gli atleti degli stati minori sono degli imprenditori di se stessi coccolati e viziati dalle federazioni.
Il fatto che quarant’anni fa si sia fatto o non si sia fatto qualcosa non significa che non si possa oggi deprecare un atteggiamento a dir poco menefreghista.
Tanto più che una volta le olimpiadi si boicottavano.
Il pensiero si evolve o almeno cosi’ dovrebbe fare ed atleti eroi non ci sono più tanto che si cercano per ridare dignità all’immagine del paradiso olimpico storie di arti amputati, ex leucemici, figli malati, rifugiati politici.
Io non dimentico il doping, il mercato delle nazionalità,i premi medaglia e le richieste di bonus fiscali, i giudici “corrotti” e compagnia bella
Ci si riempie la bocca dello spirito olimpico, della fratellanza, e poi si “vieta” e si “sconsiglia”.
io saro’ troppo drastico ma penso che in fondo cio’ che fa più gola in un olimpiade sia il business che ci sta dietro.
Alex Swarzer ottomila km sulle gambe da Novembre. Non metto la mano sul fuoco per nessuno. Ma dietro c’è il grande Sndro Damilano…vorrà dire qualcosa. Marcia, alla faccio del business…
Concedetemi solo un grande GRAZIE a Baldini. Personaggi come lui mi spinsero quattro anni fa ad abbracciare il mondo delle corse a piedi. Se sono un uomo diverso e forse un po’ migliore lo devo a me stesso e anche un po’ a loro….il vostro reporter vi saluta.
finalmente le olimpiadi sono finite cosi’ possiamo di nuovo parlare del tibet, della violazione dei diritti umani, del governo dittatoriale cinese ecc.
Purtroppo su una cosa devo convenire..(poi prometto di non tornare più sull’argomento, forse vi ho rotto troppo le scatole e me ne scuso ma lo si è fatto per l’amore viscerale che nutro per lo sport “ultra” calcistico credetemi… non per puro spirito di contraddizione a tutti i costi..) a cominciare dal mio amore Margherita Grambassi pare ch gli atleti italiani e non si siano accorti del pesante clima ritorsivo e “fascista” della nomenklatura cinese al ritorno in Italia e nei rispettivi paesi…della serie dove cazzo erano in queste due settimane?….
Quanto sono lontani i tempi di Carlos e della strage in Piazza delle tre Culture a Città del Messico 1968…atleti con le palle…Non perdetevi la settimana prossima “Blitz” di Gianni Minà con interviste ad Alì, Carlos e Benvenuti.
Un saluto dal vostro corrispondente.
Sabato rinizia il campionato.
Forza Doria. viulenzaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
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