19 Aug
Se ne parla ovunque nella rete, da una settimana a questa parte, e parliamone anche noi perchè il discorso merita di essere approfondito e la notizia di girare.
Ormai da più di una settimana, a seguito di una decisione del Pubblico Ministero Giancarlo Mancuso, ThePirateBay, il sito per scambio di file torrent più grande e famoso al mondo (per i non avvezzi, BitTorrent è un protocollo di filesharing), è stato oscurato, obbligando i provider italiani a non risolvere più l’indirizzo tramite i loro server DNS. Al momento digitando www.thepiratebay.org si viene redirezionati su una pagina che avvisa del blocco.
Inoltre è stato indagato dalla Guardia di Finanza di Bergamo Peter Sunde, uno dei ragazzi che sono dietro al sito di tracking.
Immediatamente si è registrata una sollevazione popolare in rete, e sul blog di ThePirateBay non si è fatta attendere una colorita risposta (forse un po’ politicamente scorretta, ma del resto devono giustificare in qualche modo il loro nome no?):
“We’re quite used to fascist countries not allowing freedom of speech. A lot of smaller nations that have dictators decide to block our site since we can help spread information that could be harmful to the dictators.
This time it’s Italy. They suffer from a really bad background as one of the IFPIs was formed in Italy during the fascist years and now they have a fascist leader in the country, Silvio Berlusconi. Berlusconi is also the most powerful person in Italian media owning a lot of companies that compete with The Pirate Bay and he would like to stay that way - so one of his lackeys, Giancarlo Mancuso, ordered a shutdown of our domain name and IP in Italy to make it hard to not support Berlusconis empire.”
[...]
“We have already changed IP for the website - that makes it work for half the ISPs again. And we want you all to inform your italian friends to switch their DNS to OpenDNS so they can bypass their ISPs filters. This will also let them bypass the other filters installed by the Italian government, as a bonus. And for the meanwhile http://labaia.org works (La Baia means The Bay in Italian).”
[...]
Non voglio entrare nel merito di una discussione sulla condivisione di file e sul diritto d’autore, indipendentemente da come la si pensi si deve riconoscere che esistono al momento certe (pessime) leggi e che polizia e magistratura sono preposti a farla rispettare.
La cosa più interessante di cui discutere è il modo, la natura del provvedimento di “oscuramento preventivo”, visto che, come avrete intuito dalle parole di ThePirateBay, abbiamo fatto una ennesima figura da cioccolatai.
Perchè ThePirateBay è oscurato sì dai DNS dei nostri prodi provider (che per inciso, funzionano una volta sì e due no), ma non dai DNS del resto del mondo, vedi ad esempio OpenDNS (da sempre indipendente e libero da controllo): questo vuol dire che scegliendo nelle opzioni della propria connessione l’impostazione manuale dei DNS, e inserendo quelli di OpenDNS, ThePirateBay torna comodamente raggiungibile. Senza contare che in tempo zero erano attivi dei mirror, a beneficio dei meno esperti di connessioni e DNS, vedi ad esempio La Baia.
Un ottimo risultato per “i nostri”, se consideriamo anche che nel frattempo ThePirateBay ha scalato 10 posizioni nella classifica Alexa dei siti più visitati in Italia.
Intanto, mentre ferveva la discussione, qualcuno si è messo a indagare su cosa accade davvero visitando ThePirateBay, e Sunde e Matteo Flora si sono così accorti che il giochino non era proprio “all’oscuramento”, ma che tecnicamente avvengono cose diverse: la norma in questi casi è che la redirezione avvenga verso un server della Guardia di Finanza, che può, se ritiene, trattenere l’indirizzo IP del navigatore a beneficio di una eventuale indagine.
Invece in questo caso si viene redirezionati a un certo IP, 217.144.82.26, che non è affatto un IP della Finanza o della magistratura, ma di terzi, infatti risolve a “www.pro-music.org”, associazione che si occupa di difendere gli interessi legali delle case discografiche del mondo.
Quindi, ricapitoliamo: in questo momento la magistratura italiana ha disposto arbitrariamente di regalare a terzi i dati privati dei navigatori, ignorando, volontariamente o meno, quello che è possibile fare con questi dati:
Parlando difficile, si tratta di un hijacking della sessione degli utenti, che può garantire l’accesso a terzi agli account su ThePirateBay, da dove è possibile postare e leggere messaggi, e soprattuto vedere lo storico dei download e degli upload effettuati.
Con questi dati riservati in mano, nessuno vieta a questa società di agire come, ricorderete, fece Peppermint: dati riservati concessi a terzi a beneficio dei propri interessi privati.
Molti stanno scrivendo al Garante della Privacy per svegliarlo dal suo torpore, tra i quali l’esperto di diritto d’autore Andrea Monti di Alcei che ha preparato una segnalazione proprio per il Garante.
Nel frattempo, noi continuiamo a fare la figura di quelli che non sanno risolvere un problema o discutere una questione senza ricorrere a bassezza e censure, e ci dimostriamo ancora una volta un paese di una arretratezza terrificante.
Poi ci permettiamo anche di criticare la Cina, quando ci comportiamo esattamente come loro.
Che dire, spererei quasi che Mancuso e il suo entourage non abbiano emanato il provvedimento con la convinzione di poter davvero contribuire in questo modo a fermare il fenomeno dello scambio di file protetti dal diritto d’autore, perchè vorrebbe dire che non sanno distinguere un computer dal microonde con cui si cucinano i Sofficini.
Fonte | Repubblica | Delymyth | LastKnight | LastKnight | LastKnight | Daniele Minotti
|
| JACK nomade, il vostro corrispondente dal fronte occidentale |
|
| MILO informatico e webdesigner. Serenamente e pacatamente nerd. |
Una risposta per "Lunga vita alla Baia dei Pirati"
15 UOMINI
15 UOMINI
SULLA BARA DEL MORTO
E UNA BOTTIGLIA DI RUM
Leave a reply