Ed alla fine il grande giorno arrivò.

Domani sera la partita più attesa, quella coi cugini transalpini (ma poi perché mai cugini?), già beffati due anni fa negli indimenticabili rigori berlinesi; la partita che tutti i ponentini di zone di frontiera pregustano con trepidazione ed attesa, figuratevi poi i ponentini che in Francia ci abitano proprio… Non sarà un eventuale risultato positivo a farmi cambiare opinione su questa nazionale, allenata da un allenatore sbruffone ed inadatto a guidare la nazionale campione del mondo, secondo qualcuno ultimo regalino del garante degli “onesti” Guido Rossi, ma per quanto una veloce eliminazione potrebbe aiutare anche a liberarci di Donadoni, la posta in gioco é troppo alta, e quindi si sta tutti sulla stessa barca (per ora solo allagata).

Le condizioni di partenza della partita non sono delle migliori: un pessimo europeo per entrambe le squadre, e la netta sensazione, da queste parti, di un risultato scontato in arrivo tra Romania ed Olanda. Potrebbe essere un “noi o loro”, ma anche un “nessuno dei due”, ed allora si gioca per l’onore.
L’onore nostro, innanzitutto: perché non succeda di lasciare un campionato europeo senza aver vinto nemmeno una partita, dopo essere arrivati in modo spavaldo e sbruffone da favoriti. L’onore ed il rispetto per i tifosi, che una prestazione del genere senza dubbio non la meritano.

E poi l’onore nei confronti dei nostri avversari, che vanno in giro piagnucolando da due anni dicendo che l’Italia “ha imbrogliato” durante la finale, e che senza Materazzi allora sì che avrebbero vinto loro, totalmente giustificando la testata di Zidane.
Beh, allora ecco perché noi dobbiamo vincere: dobbiamo farlo anche per loro, perché arriva un momento nella vita in cui si deve imparare a volare basso, ad essere meno supponenti ed arroganti, e ad imparare a perdere, e lo possiamo fare solo in un modo: facendoli perdere, malamente se possibile.

Ed infine dobbiamo vincere anche per tutti gli Italiani in giro per il mondo, ed in particolare coloro che in Francia ci abitano; per tutti quelli a cui ogni giorno vengono fatte due palle così sulla pizza, il “ma voi mangiate pasta tutti i giorni”, la monnezza di Napoli, il “oh ma che accento carino che hai”, eccetera, eccetera, eccetera.
Per tutto questo, e per tutti i motivi che ognuno di noi possa avere, mandiamoli a casa! E se, come probabilmentà sarà, finiremo fuori pure noi, beh allora prendiamoci una soddisfazione e sbattiamoli dove meritano di essere: dietro di noi, in fondo alla classifica.