Siamo un paese un po’ così, come dire, un po’ singolare…
Siamo un paese in cui una persona qualunque finisce intercettata, e ancor prima che la magistratura muova un passo, partono i processi pubblici e le gogne.
Un paese in cui “quei dirigenti sono corrotti, devono dimettersi!!” però poi “quei dirigenti sono responsabili della crisi rifiuti, ma meglio che restino al proprio posto”.
Stranezze del genere…

A parole sono tutti buoni, è piena l’Italia di gente che si elegge difensore a spada tratta della giustizia, dell’indipendenza dei magistrati, delle corti, e bla e bla e bla.
Apriamo poi un giorno il quotidiano Liberazione, che guardacaso parla dell’ormai famoso (e noioso) caso di Cogne: sì perchè la scorsa settimana Anna Maria Franzoni è stata dichiarata dalla Suprema Corte di Cassazione (non a Forum, per dire) colpevole per l’omicidio del figlio, e quindi posta a gli arresti. E cosa ti dice Liberazione? La giustizia ha fatto il suo corso? Finalmente la pena è certa? Fine della storia?
No, ti dice che ora, dopo che in 500mila gradi di giudizio in cui è stata giudicata colpevole, appelli su appelli, dopo che il processo è costato decine di migliaia di euro, ad Anna Maria Franzoni dovrebbe essere concessa la grazia. Eh?! E perchè? Ma non è stata giudicata colpevole e capacissima di intendere e volere? E allora la certezza della pena? Leggiamo le motivazioni, magari capisco:

“Noi non sappiamo se Anna Maria è colpevole o innocente, ma ora dovrebbe prevalere un sentimento di pietà, di solidarietà. Non è un sentimento ignobile, anche se negli ultimi anni, mesi e giorni, tutti stanno cercando di convincerci di questo.”

A parte che un giudice si è pronunciato, quindi sappiamo benissimo se è colpevole o innocente. Ma poi, fatemi capire, il succo è: compassione per la Franzoni, solo perchè ha un altro figlio e i media conoscono la sua storia, niente invece per tutti gli altri carcerati che hanno anch’essi una famiglia e che magari sono stati messi dentro per reati meno gravi, solo perchè non sono famosi in tv.

Consiglierei a lor signori di leggere un vecchio testo, scritto da un Illumista del ‘700 ed ancora attualissimo.

Poi ti chiedi perchè la gente non ripone più fiducia in certi politicanti, e non li manda più in Parlamento.
Liberazione. Mai nome fu più corretto.

Fonte | Corriere.it