16 Mar
Dopo aver tentato inutilmente di fingermi cittadino iraniano, per votare alle elezioni generali di Teheran, ho deciso di ripiegare sulle comunali di questa città che mi vede temporaneamente ospite (o esiliato, a seconda dei punti di vista), cioé Parigi, che oggi vota per il secondo turno, che probabilmente vedrà riconfermato il sindaco uscente Bertrand Delanoe.
Pensavo di non aver ben capito, quando nelle istruzioni per iscriversi nelle liste elettorali, fosse specificato che per i cittadini europei bastasse una qualunque bolletta, a condizione che non fosse più vecchia di tre mesi. Armato di fattura (pagata), mi sono quindi recato all’ufficio elettorale, per acquistare il mio diritto di voto per la modica cifra di 33,46€, che mi pare anche un prezzo onesto per lo sfizio di vedere come scrive la matita copiativa transalpina, dato che in Italia ho sempre problemi e devo calcare un sacco.
E per i lettori miscredenti, ecco la prova: il certificato elettorale! Oltre a questo, ho ricevuto anche una bellissima busta con i programmi e gli elenchi delle liste di ciascun partito della mia circoscrizione (sì, qua il sindaco non si elegge direttamente, quindi si votano i sindaci delle circoscrizioni), e pensavo al pacco che avrei dovuto ricevere in Italia, con tutte le meravigliose liste su cui ci siamo soffermati nei giorni scorsi!
Ora il dilemma che si pone è: non mi sono informato, non ho seguito la campagna (anche perché era talmente moscia che non invogliava di sicuro), ed il futuro della città non è esattamente l’ultimo dei miei pensieri prima di andare a dormire, e quindi che fare? Votare sul serio, annullare la scheda scrivendo “Tibet Libero”, oppure fingere di dover votare alle elezioni italiane da italiano all’estero, e votare per Emanuele Filiberto di Savoia e per la sua lista Valori e Futuro?
UPDATE POST-VOTO: Non ho potuto annullare la scheda per un motivo che non mi aspettavo: non c’era nessuna scheda! Praticamente mi hanno dato una bustina azzurra, ed io a quel punto ho fatto la domanda più banale: “Scusi, ed ora che devo farci con questa?” E mi hanno indicato sul tavolo due mucchietti di fogli, un mucchietto per ciascuna lista, con l’elenco dei candidati, ma non un foglio preparato dal ministero, ma un volantino elettorale vero e proprio. A quel punto ho preso entrambi, e ho domandato innocentemente se la matita fosse già nella cabina. La scrutatrice mi ha guardato come se avessi chiesto chissà cosa e mi ha risposto: “non saprei, guarda io di penne da prestarti non ne ho”… Sono quindi mestamente entrato in cabina e, appurato che non c’era nessuna matita, ho capito che le liste erano bloccate, e quindi non dovevo sottolineare o evidenziare nessun nome. Ma non avendo la penna non ho nemmeno potuto scrivere che votato per EFdS, cribbio! La conclusione di questo è che ho votato, e conservo gelosamente nella tasca il volantino della lista per cui non ho votato. Amen.
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| JACK nomade, il vostro corrispondente dal fronte occidentale |
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| MILO informatico e webdesigner. Serenamente e pacatamente nerd. |
3 Risposte per "Collezionare diritti di voto"
La terza è l’opzione più esotica.
Hai quindi in tasca il nome del vincitore: Bertrand Delanoe.
Puoi andare a riscuotere il premio
selvaggi… non puoi nemmeno scrivere “governo ladro” o disegnare un cazzetto!!!!
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