“Il giorno in cui l’Italia dovesse riconoscere l’indipendenza del Kosovo quello sarà il giorno in cui Belgrado richiamerà il suo ambasciatore da Roma”
Vuk Jeremic, Ministro degli Esteri della Serbia

simbolo kosovoQuesta la terrificante minaccia che la Serbia, dopo il già avvenuto riconoscimento di Francia, Germania e Inghilterra, invia al nostro governo in merito alla questione del Kosovo, come se ridestinare a parcheggio quello spazio inutilizzato che è l’attuale ambasciata serba possa in qualche modo rappresentare un problema.
Onestamente non posso proprio capire quelli che si oppongono a questa indipendenza: questa è una questione totalmente diversa da quelle che ad esempio riguardano l’Irlanda del Nord o i Paesi Baschi… in quelle regioni la gente vive al pari delle altre persone nella nazione, hanno gli stessi privilegi, non sono trattati come sono stati trattati i kosovari, e capisco che lì le richieste di scissione possano quasi sembrare un bambinesco puntiglio.
Invece i kosovari in Serbia come sono stati trattati? Col gas, un ottimo trattamento di salute, sono stati deportati, sono state chiuse le loro scuole, sono stati aggrediti in quanto una minaccia per la purezza della nazione serba, il tutto sotto il governo di Slobodan Milošević, leader della Lega dei Comunisti di Jugoslavia.
Però ora, ora no, ora sono obbligati a restare…
A Israele uno staterello glielo abbiamo fatto. A loro invece no?

E la Serbia trova persino l’appoggio di quell’omino pazzo che è il Presidente della Russia, che, mentre si adopera per truccare le prossime elezioni, trova anche il tempo per litigare con gli americani e ci punta i missili contro di nuovo…
Eppure basterebbe andare su youtube, per farsi un velocissimo ripasso di storia.

Fonte | Tgcom