7 Feb
È una storia che dovrebbe sollevare molto clamore quello di Sayed Pervez Kambaksh, sia per il fatto in sè, sia perchè si svolge in Afghanistan, paese in cui abbiamo impegnata una forza militare e che in teoria dovremmo aver restituito a una forma più moderna di organizzazione statale rispetto agli anni bui del “talebanesimo”.
Invece in Occidente se ne è parlato solo su The Indipendent che ha diffuso la notizia: Sayed è uno studente di giornalismo della Balkh University, che in ottobre è stato arrestato e poi condannato alla pena di morte da una corte della sharia, sentenza confermata dal senato afghano, peraltro senza che gli fosse nemmeno concessa una rappresentaza legale.
Il capo d’imputazione? Blasfemia. Perchè Sayed ha scaricato da internet un documento che parlava della situazione oppressiva in cui versano le donne nelle società islamiche, e lo ha distribuito a insegnanti e compagni di studi, e qualcuno ha compilato e consegnato un apposito modulo per denunciarlo, un po’ alla vecchia maniera delle segnalazioni agli inquisitori del nostro Alto Medioevo.
Ecco quando leggo queste cose mi vengono sempre dei dubbi, mi trovo diviso fra la convinzione che sia meglio lasciare certi popoli persi nel proprio degrado sociale e la convinzione che le bombe che gli si lanciano sulla testa non siano affatto abbastanza.
Comunque, miei dubbi a parte, al momento The Indipendent sta facendo pressioni sul Foreign Office inglese perchè si muova per tirare Sayed fuori dal braccio della morte, e contemporaneamente ha avviato una iniziativa online che vi invito a sottoscrivere.
Fonte | Wired | The Indipendent
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| JACK nomade, il vostro corrispondente dal fronte occidentale |
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| MILO informatico e webdesigner. Serenamente e pacatamente nerd. |
Una risposta per "La civiltà che avanza"
i proclami di civilizzazione sono solo propaganda…
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