Alcuni mesi fa i tg ed i giornali italiani davano ampio risalto alla partecipazione del Sindaco d’America, Rudy Giuliani, alla corsa per la Casa Bianca in campo repubblicano; tuttavia dall’inizio delle primarie e dei caucus il ruolo di Rudy è stato del tutto ignorato dalla stampa, anche a causa di risultati estremamente modesti, che lo relegavano sempre tra il quarto ed il sesto posto nelle competizioni repubblicani. rudy.jpg

Come mai il grande favorito della battaglia del GOP è sparito dai giornali ed ha avuto solo risultati insignificanti? Semplice: per scelta strategica. La strategia, esplicita, di Giuliani è stata quella di evitare il possibile logoramento in competizioni considerati minori, come quelle avvenute fino ad ora, sperando invece in un logoramento dei rivali, e sperando, come in effetti è avvenuto, che nessuno dei contendenti repubblicani diventasse un chiaro favorito alla nomination.

Ed infatti l’avversario più temibile per i suoi mezzi, Mitt Romney, è uscito scottato da diverse competizione dove aveva molto investito, rifacendosi poi in alcuni stati minori, e l’intramontabile John McCain ha avuto qualche successo inaspettato, ma non ha fino ad ora travolto, seppure si sia trasformato nel rivale forse più temibile per Rudy, a leggere i sondaggi.

Una strategia, quindi, votata al risultato utilitaristico per Giuliani, consapevole che prima del 29 gennaio (data delle primarie della Florida), sarebbero stati assegnati 78 delegati, mentre tra il 29 gennaio ed il 5 febbraio si assegneranno ben 1039 delegati. Una strategia, però, anche rischiosa: aver annunciato esplicitamente di puntare il tutto per tutto sulla Florid, implica per Rudy l’obbligo di vincer, per tornare in primo piano sui media ed avere un effetto traino nel super martedì del 5 febbraio, quando si voterà in 22 stati, e le tematiche saranno molto più di livello nazionale che non di livello locale, come è invece stato fino ad ora.