21 Nov
Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: “Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l`altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell`altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato.”
Luca 18, 9-14
Non finisco mai di stupirmi di come gli uomini di Chiesa si impegnino nella costante applicazione delle Scritture.
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| JACK nomade, il vostro corrispondente dal fronte occidentale |
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| MILO informatico e webdesigner. Serenamente e pacatamente nerd. |
30 Risposte per "Il fariseo ed il pubblicano"
Che sfoggio di cultura biblica
in realtà è tutto merito di Pulp Fiction
….non ho voglia di fare sempre il difensore della Chiesa…ma sta cosa non mi convince tanto…uscirtene dal nulla (facendo peraltro la piazzata in tv) dopo aver fatto finta di niente per anni sapendo che probabilmente per certi aspetti sarebbe stato un problema (tipo il catechismo) e cmq senza neanche provando ad affrontarlo e poi lamentarsi che chi cade dalle nuvole reagisca in modo che non piace mi sembra decisamente ipocrita. Il mio personalissimo punto di vista, ovviamente.
Io vado in Chiesa, ho fatto un sacco di cose in un determinato ambito ecc ecc. Non penso di essere perfetto ne di fare le cose perfette. Tra dieci anni potrei guardami indietro e aver scoperto di aver fatto tutte le peggio cose del mondo nonostante il mio credo. NULLA è escluso.
Di sicuro non faccio nulla per far sentire diversi quelli che non fanno quello che faccio io o che non pensano quello che penso io (parlo per me, ovviamente, dato che sono io quello che parlo) ed a essere sincero sono io quello che è stato fatto passare per diverso (in modi piu’ o meno sottili), boccalone, stupido, bigotto, represso, poco aperto mentalmente, non disponibile alla critica (IO?!) ecc ecc ecc….
La gente che si piange addosso mi sta sulle palle, tanto. Se vuoi imboccare una strada contromano liberissimo di farlo. Non sei l’unico ne ora ne mai. Ma non ti lamentare se prendi qualche spallata da quelli che arrivano nella direzione opposta.
Una volta tanto sono con la chiesa.
se ti dichiari cattolico praticante e rigorosamente osservante devi essere consapevole delle conseguenze di determinati attegiamenti condannati dalla chiesa e quindi non hai il diritto di lamentarti qualora tu sia in fallo (sembra una battuta).
Se tu ti dichiari membro di una comunità devi accettarne le regole ed adeguarti o altrimenti uscire dalla stessa.
Il fatto che i preti omosessuali siano omertosamente coperti e spesso poco perseguiti dalle autorità ecclesiastiche è tutto un altro discorso.
no a me così non va bene, per me non esiste che uno non può essere di fede cattolica se ha gusti sessuali diversi dai miei…
non esiste proprio…
essere un buon praticante è una cosa che non esiste. praticante secondo chi? per credere in una entità superiore e praticare la mia fede devo smettere di pensare che l’evoluzione sia una realtà e cominciare a credere alla creazione dall’argilla? devo smettere di pensare che la terra giri intorno al sole?
La fede è una cosa personale e privata. tutte le codificazioni che si porta dietro sono figlie degli uomini e del tempo in cui essi le codificano. Nel nostro caso, sono probabilmente figlie del 1300…
aggiungo tra l’altro che per me è assolutamente irrilevante che l’outing lo abbia fatto in tv.
mi pare plausibile pensare che se l’avesse fatto all’interno della sua comunità sarebbe successa la medesima cosa…
Melo il tipo è liberissimo di credere come vuole in quello che vuole quando vuole. Non aggirare il problema con un “tu sei gay quindi non credi in cristo o non sei cattolico” perchè non è cosi che le cose sono state messe.
E poi se la piazzata la fai in tv è irrilevante se la cosa è una cosa “nuova”, se lo fai cosi vuol dire che non sei manco in grado di affrontare il mondo.
io non aggiro il problema.
dico solo che il concetto di carità non mi sembra proprio quello…
Chissà perché non mi sorprende l’ennesima cattiveria gratuita da parte di una chiesa cattolica che su alcuni argomenti dovrebbe forse avere il pudore di tacere.
Cattiveria perché il ragazzo era nel coro, centro più di aggregazione giovanile che altro, e non nella congregazione per la dottrina, né andava in giro predicando come vivere.
Vedo che andiam bene, di pari passo con le deliranti (ed ecco pure la mia di scomunica, che non volevo lasciare milo da solo) dichiarazioni del papa, che per sconfiggere l’AIDS in Africa ha detto che il rimedio è una vita di famiglia regolare e regolata, senza ovviamente menzionare l’uso del preservativo, nemico di una chiesa che si dimostra sempre più in sintonia col mondo ed al passo coi tempi. Medievali.
Se davvero quelli che frequentano la comunità cattolica ne seguissero strettamente le regole, rimarrebbero in tre.
Il punto è che per l’ennesima volta un’istituzione che dovrebbe essere l’incarnazione dei valori di amore e accoglienza ha fatto sfoggio della propria omofobia, e questo va a rafforzare tutti gli atteggiamenti omofobi, anche violenti, già presenti nella società italiana.
Dalla cronaca sembra che gli unici gay che la Chiesa vuole tenersi stretti sono i preti pedofili, che non vengono denunciati alle autorità ma mandati in vacanza.
“Cattiveria perché il ragazzo era nel coro, centro più di aggregazione giovanile che altro, e non nella congregazione per la dottrina, né andava in giro predicando come vivere”.
Su questo mi permetto di inserire una notizia:ha detto che era catechista (nn sono certo se lo fosse stato in passato e ora non piu, a quanto ho capito lo era ancora)
E rimango dell’idea che non è una cattiveria gratuita ne altro. Nessuno lo ha scomunicato, ha detto che si confessa e tutto il resto. Non è stato emarginato ne trattato come un reietto.
Non ci vedo nulla di strano se non venga piu considerato idoneo a fare il catechista, un ruolo particolare se mi permettete.
Certo che se dal nulla fa una piazzata del genere non mi stupisco se qualcuno possa reagire in modo altrettanto brusco. Di sicuro a uno che mi getta merda davanti a milioni di persone per un po’ non rivolgo la parola…….
mah.
io posso anche riconoscere che il caso per le dinamiche che ha avuto sia stato viziato dal fatto di essersi svolto sotto i riflettori.
poi nessuno mi toglie dalla testa l’idea che certe cose accadano anche lontano dai riflettori. e non posso fare a meno di pensare a tutti i casi di preti pedofili spostati solo di diocesi e, evidentemente, ritenuti ancora idonei…
voglio solo precisare comunque che non è che il mio è un attacco ghibellino alla chiesa, che di cose buone ne fa anche parecchie, questo è indubbio.
però devono capire che è il caso di cambiare studio di pubbliche relazioni…
Beh io ci tengo a precisare che la mia non è una difesa guelfa alla chiesa, non penso che tutto vada bene, per carità. Cerco solo di esaminare il singolo caso posto in esame…
Scusate se mi intrometto,
ma il punto è questo. Al di là delle reazioni emotive delle singole persone, sulle quali c’è poco da fare e bisogna “dare tempo”.
Secondo voi, quando una persona esterna un problema, lo fa per chiedere aiuto?
E, se è così, tu, amando quella persona, gli devi annunciare la Verità o rabbonirlo con delle fesserie? La Verità, per la Chiesa Cattolica è che gli atti omosessuali (attenzione, gli “atti”) sono intrinsecamente disordinati e contrari alla legge naturale. E che uno che ha queste pulsioni è chiamato a portarsele come una croce, dominandole e combattendo una buona battaglia (per esempio con un recupero psicologico guidato da specialisti).
Questo annuncia la Chiesa. Se ci credi bene. Altrimenti fa’ di testa tua. Dio ci lascia liberi. Poi, però, non puoi certo insegnare il catechismo… perché il catechismo (quello che in pratica ho citato) dice altre cose…
Ma secondo voi l’annuncio della verità, comincia con l’accoglienza o con l’emarginazione?
Nota: ieri sera il ragazzo era a Ottoemezzo su La7, e peraltro mi è parso un ragazzo normalissimo: non uno da corteo del gaypride, per intenderci…
Scusa Milo, ma un fatto così intimo, privato, perché deve essere sbattuto in tv a fare spettacolo? Nel momento stesso in cui ti ci presti, sai che sarà usato contro la Chiesa. E per un cristiano la Chiesa è Madre. Sempre. Anche quando ci dice cose che non ci piacciono. E chi vorrebbe che in tv si parlasse male di sua madre, anche se magari non è d’accordo con lei?
E allora, venendo a quello che chiedi: accoglienza, emarginazione… possono essere facce di una stessa medaglia che è l’Amore. Mi spiego: un padre può allontanare da casa un figlio drogato, lo emargina, perché lo ama! E così, nel suo cuore, spera di salvarlo, di fargli del bene, spera che questo sia il modo di annunciargli la Verità! Anche dietro un’emarginazione ci può essere l’Amore. Oppure può accogliere lo stesso figlio in casa perché spera così di riuscire a salvarlo, ad annunciargli la Verità, sempre per amore… Sono due soluzioni ognuna delle quali può portare alla salvezza dell’interessato (Dio scrive anche sulle nostre righe storte) e ognuna delle quali può sottendere l’Amore di chi prende la decisione. S.Agostino non a caso dice: “Ama, et quod vis fac”.
E allora, come vedi, stiamo qua a inciampare nella grossa tentazione di “giudicare” (il parroco ha fatto bene o ha fatto male, il ragazzo ha fatto bene o ha fatto male, i giornalisti…) cose che non possiamo giudicare, perché non conosciamo il cuore delle persone. Solo Cristo lo conosce.
E’ un po’ un “segno dei tempi” questo dibattere fatti intimi personali. Sui casi personali non c’è niente da dibattere. “Non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi” dice il Vangelo di Matteo (7,6).
Si ascolta protetti nell’intimo di una stanza, con un amico, oppure all’interno di una comunità di fratelli nel grembo della Madre Chiesa… Insomma, la vita di ognuno di noi è un mistero così grande che… ma che vogliamo giudicare? A noi solo amare nella Verità.
Sono infinite le cose che non conosciamo, ma non vedo perchè non possiamo parlarne. Non siamo in un tribunale in cui si giudica senza prove, facciamo solo chiacchiere da bar. Prendetele per questo…
Se l’uomo non avesse parlato di cose che non poteva comprendere oggi vivremmo ancora nelle caverne. Non per niente la scienza affonda forti radici nell logica e nella dialettica.
Ringrazio innanzitutto il gentile Webmaster per avermi segnalato il post, che trovo molto interessante (ne parlerò sicuramente anche sul mio blog nei prossimi giorni).
Vi dò la mia opinione…la Chiesa considera l’omosessualità come un peccato morale, soprattutto se “praticata” e/o sbandierata.
Personalmente sono in linea con il pensiero della Chiesa, reputo l’omosessualità una condizione che può essere devianza (se acquisita col tempo) o vera e propria malattia (se innata).
L’argomento è molto delicato, il sacerdote forse è stato troppo brusco nell’espellere il giovane dal coro…
Ne parlerò sul mio blog dopo averci pensato un po’, siete tutti invitati a partecipare al dibattito esprimendo la vostra opinione anche sul mio blog.
Grazie a tutti
Andrea
Oh ragazzi, sia chiaro, niente Messa, niente castagnata.
Per me dire che questo comportamento è una malattia è come dire che è una malattia preferire il dolce al salato.
Alla fine tutta la storia mi sembra il solito trabocchetto alla Chiesa, puerile e scontato nella misura in cui è prevedibile e non dice nè dimostra nulla di nuovo.
E’ la solita stantia manfrina della polemica sulle inacettabili posizioni della Chiesa sulla scienza, sulla sessualità di preti e fedeli, sulla politica ecc.
Colui che basa le sue regole ed il suo potere su dogmi che devono semplicemente essere accettati anche se illogici, sbagliati e superati non cambierà opinione nemmeno davanti all’evidenza ed alle schiaccianti verità.
Per me la spiritualità è una dimensione strettamente personale ed estremamente differenziata che imporrebbe l’accettazione delle diversità di pensiero.
Se cosi’ non è si entra nel terreno insidioso della sopraffazione e visto che io non accetto che nessuno scelga come devo vivere la mia religiosità d’altro canto non cercherei mai di imporre alla Chiesa di essere diversa da quella che è.
Girano voci secondo cui se arriviamo a cinquanta commenti scatta l’indulgenza plenaria per tutti.
jimmy questo vuol dire che dobbiamo cominciare ad approfittarne
Infatti sì… spero che non si raggiunga la quota prima di domattina
Ringrazio della segnalazione al nostro sito per preti.più o meno normali.
IO non condivido assolutamente l’opinione di chi vuole identificare in tutti i modi le posizioni di un singolo prete con quella della Chiesa in toto.. Lo so che il prete per tanti versi rappresenta la Chiesa ma mi guarderei dall’identificarlo con essa. Ogni battezzato rappresenta la Chiesa. Per cui sia ben chiaro che quello che ha fatto quel prete è una sua scelta che cade sotto la sua personale responsabilità. E che ovviamente io e tanti preti non condividiamo. In tante altre parrocchie la cosa sarebbe stata gestita molto meglio e il ragazzo non avrebbe perso il controllo andando in giro a cercare comprensione…a destra..(anche questa è bella!!!).
E’ un problema emergente nelle comunità quello dei giovani che si dichiarano ma non mi risulta che esistano scomuniche per questo..In campo morale il casino è totale.
Un abbraccio a tutti
p.angelo z. o.p.
Ragazzi, se indulgenza deve essere che non arrivi prima di domenica mattina per l’amor del cielo, che sono a Londra ora
Quoto milo sulla storia dolce e salato, anche perche’ sta storia che sia una malattia e’ vecchia come il cucco, nonche’ smentita persino dall’OMS oltre che dal buon senso.
Non mi pare nemmeno una questione di trabocchetto alla chiesa, che ahime’ ci si infila da sola nei guai senza bisogno di aiuto da parte nostra. Noi si commenta, senza pretese teologiche o filosofiche, una notizia uscita sui giornali, e invitiamo tutti a dare la loro opinione, pero’ non ci convince molto un discorso secondo cui non si puo’ commentare perche’ servirebbe sapere cosa c’e’ nel cuore degli interessati, ne’ un discorso vittimistico verso la chiesa, che mi pare che nel nostro paese abbia sempre fatto un po’ il bello ed il cattivo tempo.
p. angelo ha scritto mentre stavo ancora scrivendo, e mi trovo pienamente d’accordo con lui.
Si e’ generalizzato, e’ chiaro, ma si e’ generalizzato perche’ la parte di clero in disaccordo su questi temi, forse ha piu’ difficolta’ a farsi sentire, o forse e’ in disaccordo ma non lo dice espressamente, lasciando passare per generale una posizione che forse non e’ unanime.
Angelo, sicuramente le azioni di un parroco non devono essere prese come posizione ufficiale di tutta la Chiesa, ma le parole e gli atti dei dirigenti, beh quelle sì, ed è purtroppo innegabile che la dirigenza è omofoba. Fermo restando che ci sono in giro tanti preti che la pensano e agiscono diversamente, per grazia di Dio.
Beh questo è ovvio, non è un trattato contro i preti, anzi ho anche degli amici esponenti della categoria…
apprezzo l’onestà di p. angelo quando riconosce che in materia la confusione è parecchia…
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