Se n’é andato il più grande. Presenza immancabile, eterna, un punto fisso dall’infanzia fino ad oggi, anni in cui stava vivendo una seconda giovinezza. 
Ha unito l’Italia nel dopoguerra, fatto la storia della crescita di questo Paese e lanciato prima la televisione pubblica e poi quella commerciale. Mesi fa pensavo, mentre ricordavo da quanti anni manca Corrado, che quando Mike se ne sarebbe andato, avremmo perso il migliore, assieme a Raimondo Vianello, e pensavo che in quel momento avrei dovuto scrivere qualcosa, non tanto per stare sul pezzo ma per l’affetto che in fondo legava ognuno di noi al mito vivente della TV italiana.
Aziendalista come pochi ormai, meticoloso e preciso nel preparare ogni singolo progetto, che curava come un bimbo fosse anche stata solo una seconda serata di mezza estate, non riusciva a fermarsi e ad amare il suo lavoro ed ogni cosa che faceva. Grande juventino, gli é solo mancato un riconoscimento ufficiale da parte di un palazzo troppo snob per occuparsi di televisione, e che non gli ha mai fatto passare liscia l’amicizia con Silvio Berlusconi.
Ci mancherà, ma sono sicuro che fosse per lui, il funerale se lo presenterebbe da solo, con tanto di promozione e con quell’immancabile “Allegria” che oggi a tutti noi é venuta meno.
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