Dichiarazione di voto

Pubblicato da Jack in: Attualità

5 giu 2009

A pochissime ore dal silenzio di riflessione, alla fine della campagna elettorale più brutta degli ultimi quindici anni e prima delle elezioni europee meno considerate nella storia repubblicana, è tempo di bilanci e di dichiarazioni di voto.

Alle scorse politiche fui colto da seri dubbi sull’opportunità di dare la mia preferenza alla Lega Nord, scelta che non feci ma che considerai seriamente. Questa volta, invece, nessun dubbio tra le forze del centro destra: il mio amico Ringo, un vero conservatore, questa volta il suo endorsement lo dà al partito di Bossi, ma io ritengo che in queste elezioni molto più spesso che altre volte sia il Popolo delle Libertà a meritare il mio voto.

Apprezzo le idee leghiste, ed anche il loro modo di parlare in modo chiaro e diretto, fin troppo molte volte, ed apprezzo la loro concretezza ed il loro essere uomini del fare, come dimostrato, va detto, in tutte le realtà locali in cui governano. Abitare in una città amministrata dalla Lega è sempre sinonimo di ordine, pulizia, e di un miglioramento della qualità della vita, e questo va detto. Ma l’impressione che si ha, questa volta, è che la Lega cerchi il risultato solo per farlo pesare in equilibri e candidature nazionali, che è atteggiamento da partito di palazzo più che di popolo, e non è certamente lo scopo delle elezioni europee.

Ogni elezione in Italia ha un carattere nazionale; lo hanno le amministrative di Avigliana, figuriamoci delle elezioni in cui votano tutti gli italiani. Ma servirebbe contestualizzare per cosa si vota, per poi farlo in modo ponderato. In Europa si ragiona in base ai gruppi di appartenenza europei, e non in base a logiche di destra e sinistra locali, e la maggiore o minore incisività dipenderà dalla capacità dei deputati europei di fare lobby e pressione, per dare un maggior peso all’Italia nelle scelte che contano. Ecco perché, paradossalmente, il concetto di voto utile è ancor più importante in queste elezioni, dove pur non è in gioco il governo del Paese.

Allo stesso tempo, non va dimenticata la politica italiana e la capacità di governare e di proporre che i partiti in lizza hanno, e qua c’è la seconda parte del ragionamento che porta alla mia scelta, ed il confronto tra il PD ed il PDL è francamente imbarazzante, per il primo. Un leader che ha cavalcato campagne di gossip e vi ha basato tutta la sua campagna elettorale, parlando di Noemi, di foto rubate, di ex premier dell’Est Europa nudi, e di Apicella, lamentandosi poi di esser stato danneggiato dal gossip. Un segretario che non è nemmeno riuscito a rispondere alla più basilare delle questioni per un’elezione europea: dove siederanno i deputati del Partito Democratico una volta eletti? La soluzione più probabile, ad ora, è che si divideranno tra due gruppi, ed un partito che lascia per l’ultimo minuto una questione così importante come la propria identità politica continentale, a ben due anni dalla sua nascita, ha qualcosa di serio che non funziona al suo interno.

Dall’altra parte, una forza politica che è al governo da un anno e, con alti e bassi, tra cose che si potevan fare prima ed in maniera più incisiva ed altre che magari era meglio evitare, ha comunque governato e dato la sensazione di un governo che sapeva governare e di un piglio decisionista che, sebbene a qualche amante delle liturgie e delle lungaggini abbia fatto levare sciocche grida, mancava al Paese da molto tempo.

Non è ancora la rivoluzione liberale promessa, ma una serie di buoni provvedimenti, in linea con quanto chiesto dagli elettori, e soprattutto un nuovo ruolo ed una nuova autorevolezza per lo Stato, dopo i tristi episodi che negli scorsi anni avevan dato la sensazione che il potere fosse in mano a chi più urlava.

In un contesto in cui è importante il peso che ciascun gruppo potrà avere, ed un PDL coi risultati di cui si parla in questi giorni potrebbe diventare il primo gruppo politico dentro al Partito Popolare Europeo, facendo eleggere un italiano alla Presidenza del Parlamento, ed in cui il centro sinistra non ha lanciato nessuno spunto su problematiche reali, italiane o europee, è chiaro che il mio voto andrà al Popolo della Libertà, e le mie tre preferenze andranno a Silvio Berlusconi, Cristiana Muscardini e Laura Ravetto.


Elezioni europee sabato 6 e domenica 7 giugno

4 Risposte

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Hasta la Sampdoria siempre

8 giugno 2009

Che uomo fortunato…

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Lord Filù

10 giugno 2009

Ormai sono nel post elezioni. Quindi una domanda senza polemica.
Mi sembra di aver capito che siamo originari delle stesse zone.
Premettendo che ad oggi a livello nazionale l’unico politico di “peso” tra destra e sinistra che potenzialmente potrebbe fare qualcosa di concreto (e immagino che in passato abbia fatto già tanto) per la Liguria e soprattutto per la nostra provincia è Scajola e che non era candidato alle elezioni…

Premesso che un voto al premier è “inutile” per la votazione quanto un voto a Di Pietro e a tutti quelli che in Europa non metteranno mai piede ma è solo un “test” per vedere quanto si è apprezzati e un modo per far ottenere alla propria lista piu’ voti possibili…

Premesso che a differenza delle scorse elezioni europee la politica mi ha propinato in cinque anni uno schifo bipartisan cosi alto che il mio livello di attenzione alle liste è un briciolo calato…

Premesso che da liguri per vedere un eletto bisogna fare i conti con Genova e quindi il piu’ delle volte c’è un “rosso” di mezzo e mai come cinque anni fa ha dato una cocente delusione…

Premesso che bisognerebbe guardare al globale, a una politica unica, a mirare ad obiettivi per tutta la nazione…

Premesso però che queste ultime affermazioni sono nella pratica pero delle grandi cazzate perchè sappiamo tutti che i politici, se capaci, mirano anche a far si che i problemi dell’area specifica che rappresentano (e’ vero che rappresentano tutti….ma cmq fanno i conti con chi hanno votato, è indubbio!) siano evidenziati

Premesso che la Lega se ne “fotte” della Liguria (terra di comunisti, terroni e sotto il po) e i suoi rappresentanti eletti penseranno esclusivamente a lottare per la “padania”, e che (non ho ancora visto i nomi degli eletti ad essere sincero) secondo me non ci sarà un eletto su diciannove della liguria

Premesso che (SIA CHIARO) non ho visto in nessuna altra lista candidati validi che possano dare voce se non alla nostra provincia neanche alla nostra regione (forse l’unica che poteva avere chances è la Balzani, ma dai manifesti non la godo proprio, e poi quelli del PD non riesco proprio a digerirli)

Nella tua valutazione su chi votare e in seconda battuta su chi votare della tua lista ha inciso?
Mi rendo conto che è poco “aulico” questo discorso terra terra che ho fatto e che bisognerebbe pensare a una politica “unita” ma purtroppo è cosi, specie in Europa che è da sempre vista come una mucca da mungere per il proprio elettorato

I tuoi due candidati sono passati (non ho ancora visto i nomi, sono sotto scadenza) ? Sono liguri? C’è una motivazione particolare che ti ha spinto a votare loro piuttosto chessò io Bonsignore e Ronzulli (i piu’ votati nella mia sezione a Ventimiglia dopo LUI)’

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jack

10 giugno 2009

Sono sicuro che Milo ha fatto molte più riflessioni riguardo alle preferenze rispetto a me.

Il ragionamento sui candidati liguri l’ho fatto solo parzialmente, devo dire. Mi era arrivato un volantino a casa della De Martini che spingeva molto sul fatto di mandare la Liguria in Europa, ma francamente, non mi pare che questa provincia, ultimo eremo dell’impero, sia mai riuscita a ricavare molto dai genovesi, quindi non mi sento particolarmente legato o obbligato a votare un ligure per spirito d’appartenenza.

Va detto che il collegio è il nord ovest, e teoricamente ogni deputato dovrebbe rappresentare il suo collegio nella sua interezza, ma vabbé, ogni tanto capita, spesso non capita nemmeno se il tuo collegio è più piccolo di una provincia, invece. Diciamo che ho più ragionato in termini di peso dell’Italia in Europa che nei termini di Liguria vs Europa, però allo stesso tempo la Ravetto è di Cuneo e quindi si tratta di zone e terre molto vicine a questa zona. Poi non è passata ed ha miseramente preso 7000 preferenze.

La Muscardini l’ho votata perché ha un curriculum di tutto rispetto, è al Parlamento Europeo da un sacco di anni, è stata pure votata come miglior parlamentare italiana, e credo che quindi lo meritasse.
Quello a Berlusconi era un voto politico invece; inutile ai fini della designazione dei parlamentari, ma comunque un voto politico.

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Lord Filù

16 giugno 2009

Osservazioni comunque molto interessanti.
Con Milo avevo già fatto dal “vivo” osservazioni su queste elezioni…..

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