Nel mezzo

Pubblicato da Jack in: Attualità

5 feb 2009

Di solito, si sa, prendo posizioni nette o chiare. Di qua o di là, con il gusto e la passione di difenderle e, volendo, di fare anche un po’ di sana polemica. Questa volta un po’ invidio chi la posizione chiara ce l’ha e la difende, ed un po’ li temo.

Sul caso di Eluana Englaro troppe se ne sono dette e scritte, e volevo tacere; ma sono perplesso, e condivido le mie perplessità, ed anche le mie preoccupazioni, che per deformazione personale vanno forse più su altro che non sul caso specifico e sul dolore di una famiglia, tirata in mezzo da guelfi e ghibellini.

Sono perplesso, molto, da entrambe le fazioni. Sono perplesso dagli ultrà pro-vita, quelli della difesa dall’embrione in poi, e dal loro accanirsi per mantenere una situazione che se sia vita o meno non lo so, però so di certo che non sono loro che da diciassette anni vedono la propria figlia in quelle condizioni, e so che lanciarsi contro l’ambulanza per tentare di impedirle l’accesso ad una clinica, non fa esattamente parte di quel moderatismo di cui si fanno spesso portavoci non richiesti. Il notevole livello di ipocrisia con cui spesso hanno trattato altre questioni di ordine morale, da Cosimo Mele ai preti americani, poi, mi consente di partire con una punta di naso arricciata e qualche sincero dubbio sulle loro posizioni, ma non è per preconcetto che non mi schiero con loro.

Dalla parte opposta provo un po’ di inquietudine a vedere gli ultrà della morte subito. Proprio perché so che le posizioni di molte di queste persone sono fondamentalmente guidate da posizioni preconcette anticlericali ed anticattoliche, già parto con un po’ di antipatia anche nei loro confronti. Non per simpatia mia nei confronti della Chiesa Cattolica, quanto per fastidio per chi è sempre pronto a fare il mangiaprete, ma “guai a toccare i religiosi dell’islam, brutti italiani razzisti”. Ed anche perché a vederli così, con cartelli, con urla e megafoni, io me li riesco perfettamente a visualizzare in testa mentre fanno un enorme conto alla rovescia con tanto di brindisi finale, in stile capodanno, per festeggiare la morte di una persona.

Nel mezzo so che c’è un sacco di gente, che sta più o meno da una parte o dall’altra, è ovvio che parlo solo di quelli che scendono in piazza per manifestare per roba che fondamentalmente non è affar loro, e dovrebbe tornare ad essere vicenda privata, se non fosse per l’accanimento mediatico che queste vicende sempre portano con sé nel nostro Paese.

Io se fossi Dio maledirei davvero i giornalisti e specialmente tutti, che certamente non sono brave persone e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti avete troppa sete e non sapete approfittare delle libertà  che avete; avete ancora la libertà  di pensare ma quello non lo fate e in cambio pretendete la libertà di scrivere e di fotografare.
Immagini geniali e interessanti di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento come siete coraggiosi, voi che vi buttate senza tremare un momento.
Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti e si direbbe proprio compiaciuti. Voi vi buttate sul disastro umanocol gusto della lacrima in primo piano.

Giorgio Gaber – Io se fossi Dio

Tutto questo per dire, in fondo, che io una posizione precisa sulla vicenda non ce l’ho, né ritengo sia argomento da dibattito pubblico o scontro politico, ma il precedente di una decisione presa in questa materia da un tribunale, per vuoto della politica mi fa un po’ paura per la possibilità di creare un precedente giuridico proprio per mancanza legislativa, e che dare anche il potere di vita e di morte alla magistratura mi pare eccessivo.

Mi auguro che, in un senso o nell’altro, chi di dovere agisca in fretta per colmare una situazione generale, sollevata da un caso particolare che invece dovremmo forse tutti lasciare da parte, per rispetto a chi, nel solito gioco delle parti di guelfi e ghibellini, si ritrova schiacciato tra dubbi e dolori. Nel mezzo.

3 Risposte

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Lord Filù

5 febbraio 2009

Purtroppo sono al lavoro e non ho tempo di leggere tutto il tuo post
Sulla perplessità sono d’accordo.
Non so se lo segnali nell’articolo, ma con il mio co-inquilino abbiamo notato un piccolo particolare che non è affatto piccolo.

Tutti i giornali parlano di Eluana, della sua tragedia. Per la privacy non fanno vedere foto di lei OGGI. E direi che può starci.
Però incomincio a pensare che sia “deviante” continuare a mettere un’infinita’ di foto di una ragazza giovane, vitale, felice, sana, insomma viva e in forma. Perchè da diciassette (?) anni non è piu’ cosi. E forse un’immagine di Eluana oggi farebbe pensare a molti che sono contro il suo addio qualcosa di profondamente diverso.

Premetto che non mi schiero, non so cosa fare e non saprei cosa vorrei se fossi lei o peggio suo padre.
Però questo può essere cmq uno spunto interessante per una riflessione.
Come i media possano potenzialmente “influenzare” anche inconsciamente la gente anche solo con una semplice fotografia.

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jack

5 febbraio 2009

sì, in effetti è una possibilità! C’è da dire, col beneficio del dubbio, che forse non ne hanno di foto attuali, perché per grazia di Dio dentro alle stanze di ospedale non sono ancora riusciti ad entrarci, e forse diciamo che non è nemmeno di estremo buon gusto mostrare le immagini della sofferenza altrui. Però sono d’accordo sul fatto che un’immagine è molto più potente di qualunque altra parola, e che con una foto più cruda magari molti cambierebbero idea.

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ROGUE 2

5 febbraio 2009

il problema é di una complessità incredibile.

partendo dal presupposto che per comprendere a pieno una situazione bisognerebbe trovarcisi(e prego dio di scamparmene), partendo dalla considerazione che i giornalisti sono degli avvoltoi e che i poteri forti (stato e chiesa, associazioni ecc.) stanno affilando le armi per una battaglia campale che é alle porte sull’argomento, non intavedo alcuna soluzione geniale.

Preferisco non entrare nel caso specifico per rispetto ma parlando in generale ho seri dubbi su tutto;

in assenza di qualcosa di scritto, quale dei parenti deve essere ritenuto depositario della mia volontà? moglie?genitori? e se la famiglia si spacca tipo Terry Schiavo?
Inorridisco ad avere letto l’articolo sul Secolo XIX che é andato a beccare una vecchia zia di Eluana che sostiene che non si debba sospendere l’alimentazione.

Il testamento biologico come ogni testamento pone già noti problemi: come si puo’ essere certi che dopo venti o quindici o cinque anni dal deposito del testamento io non abbia cambiato idea? magari non ho avuto il tempo di andare dal notaio a cambiarlo e allora se salta fuori mia mamma che dice di avermi sentito dire che volevo cambiare il testamento il gorno prima di un mio malaugurato incidente?

e poi come si puo’ mettere alla base di una qualsivoglia legge (sull’eutanasia o simili) lo stato attuale della conoscenza sul coma e sullo stato neurovegetativo, quando gli studiosi sono ancora spaccati sulla definizione di irreversibilità?

dei media non mi peroccupo perché molleranno l’osso quando avranno qualcosa di più fresco da spolpare.

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