Artisti cechi

Pubblicato da Jack in: Arte| Attualità

1 feb 2009

Dopo le percentuali, lo sciacquone. La Bulgaria regala al mondo un altro modo di dire che la contraddistinguerà per i prossimi decenni, senza che ancora si sia capito perché le percentuali stesse siano bulgare e non cecoslovacche (o magari in Bulgaria le percentuali le chiamavano toscane, per esempio, ma non è questo il punto).

Tutto questo perché, per festeggiare il valoroso semestre di presidenza della UE della Repubblica Ceca, Praga ha commissionato all’artista (!) David Cerny, famoso soprattutto per aver dipinto di rosa un carro armato sovietico nella capitale ceca nel 1991, un’opera che rappresentasse l’unità dell’Europa senza confini.

Tutto molto bello, soprattutto la realizzazione dell’opera, che si è contraddistinta per l’originalità, avendo rappresentato l’Italia come un grosso campo da calcio (niente pizza e mandolino ragazzi, sarà per la prossima), la Germania come un intreccio di autostrade a formare una svastica, il Belgio come una scatola di cioccolatini (io lo avrei fatto a forma di pc con aperto un sito di pedofili, ma sono opinioni personali eh?), ma soprattutto la Bulgaria rappresentata come un bagno turco, quello con la forma in ceramica per i piedi ed il buco in mezzo, per intenderci. Il tutto a testimoniare l’antica appartenenza di quei territori all’impero turco. Inutile dire che a Sofia se la sono leggermente presa, convocando l’ambasciatore ceco che, aiutato dal suo pastore tedesco e col suo bastone bianco (…ok, non ho resistito), si è scusato dichiarandosi sorpreso dall’opera dell’artista.

Cerny, per altro, aveva dichiarato di essersi avvalso della collaborazione di altri 26 artisti provenienti dagli altri paesi europei, mentre è venuto fuori che aveva fatto tutto da solo, con l’aiuto di altri due suoi amici, probabilmente dopo una pesante sbronza di assenzio. Ignoto il destino dell’opera, che per ora sfoggia le sue meraviglie stereotipate davanti al Consiglio Europeo a Bruxelles.

2 Risposte

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Matte

2 febbraio 2009

senza dimenticare la “difesa bulgara”, termine usato fra noi giocatori di basket per indicare una difesa a zona con tutti e 5 i giocatori dentro l’area dei tre secondi per sfidare gli avversari al tiro da fuori e sperare nella loro imprecisa mira.

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Lord Filù

3 febbraio 2009

L’arte è arte!
E l’arte non si discute!

ahahaha

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